Le agghiaccianti immagini dei due ragazzini israeliani, terrorizzati e
singhiozzanti, presi in ostaggio degli uomini di Hamas e quelle dei loro
nonni che si stendono sui loro corpi per proteggerli dalla violenza dei
terroristi, raccontano più di altre il dolore e la sofferenza individuale delle due creature, da loro assolutamente inattesi. Nel terrore non dissimulato della bimba e nel pianto sconsolato del fratellino, c’è la presa d’atto della malvagità senza limiti che alberga nel mondo e della precarietà della loro esistenza di cui hanno dovuto prendere improvvisamente e irrevocabilmente atto, loro malgrado. Parimenti, altre immagini riprendono, tra le macerie di Gaza, un ragazzino che tiene in braccio una bambina ferita e atterrita così come la coetanea israeliana. Ciò che colpisce di questa foto è lo sguardo terrorizzato del
ragazzino che guarda il cielo in cui la morte aleggia sui caccia israeliani in picchiata, e quello della bambina che si rivolge a qualcuno, implorando la salvezza. Sono soprattutto i loro sguardi senza speranza che notiamo, una speranza negata loro dalla storia sin dal momento della nascita. Sono anch'essi vittime della stessa malvagità che governa il mondo. Restiamo colpiti e turbati dalle immagini delle sofferenze individuali che esprimono le due scene. Se le isoliamo dalla storia, esprimono entrambe una sofferenza che richiama la nostra solidarietà e partecipazione emotiva, senza differenziazioni o distinguo di sorta. Collocate nella storia, sono, in questo momento, quelle di due popoli in guerra l’uno contro l’altro. Israele, colpito da atti di belligeranza terroristica che ne vorrebbero addirittura l'estinzione come stato e come popolo, ma certamente con proprie dirette responsabilità certificate dalla stessa storia. La Palestina, priva ormai anche della speranza, come altri popoli oppressi, di una propria terra in cui riconoscersi e vivere in pace.
Denuncia al vetriolo dell’assessora alla Cultura e all’Innovazione di Alghero che accusa il suo segretario di maltrattamenti e chiama in causa il sindaco e la segretaria generale del Comune
Così Gabriella Esposito, capogruppo del Partito Democratico ad Alghero, interviene sulla nuova polemica politica in corso nella maggioranza algherese dopo lo scontro tra gli assessori Raffaella Sanna ed Enrico Daga
Graziano Porcu vola alto e chiede a tutti comportamenti consoni al ruolo che si ricopre: «La politica infatti non può essere la scusante di certi comportamenti come se in essa fosse permesso assolutamente tutto»
La politica non può essere una scusante per determinati comportamenti, come se all’interno della politica fosse consentito tutto. Chi ricopre un ruolo pubblico ha una responsabilità ancora maggiore nei confronti della comunità e deve essere consapevole che ogni comportamento può avere conseguenze sulla credibilità delle istituzioni
Lo dichiarano i capigruppo dell’opposizione sul caso che coinvolge i due assessori della Giunta Cacciotto: Cacciotto deve dire se ritiene ancora sostenibile la permanenza di Daga in Giunta o se sia arrivato il momento di prendere provvedimenti
A parlare è lo stesso Enrico Daga che si dice concentrato sulle vere questioni che interessano l’amministrazione della città di Alghero e rimanda tutto alle valutazioni proprie del sindaco Cacciotto
Bufera politica ad Alghero. La presidente di Azzurro Donna Sassari, Lina Bardino, e la consigliera metropolitana di Forza Italia, Nina Ansini: «Chi ha il compito di difendere i diritti delle donne non può rimanere in silenzio»
Qui il “petardo” politico lo lancia Ermete Realacci, storico presidente di Legambiente e autorevole esponente del Partito Democratico. Non è un esponente dell’opposizione e non parla da osservatore esterno. È una personalità di primo piano del mondo ambientalista e del centrosinistra. E proprio dalla Festa dell’Unità rivolge alla presidente Todde parole durissime: la invita a “tornare in sé”, contesta le sue scelte sulle politiche energetiche
Marco Colledanchise: «Solidarietà a Raffaella Sanna. Ora il Sindaco di Alghero faccia chiarezza, le dimissioni di Daga sarebbero un segnale politico importante»
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