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Appello per il ripristino di legalità e democrazia
Il coordinamento di Sardenya i Llibertat costituito da Salvatore Scala, Carlo Sechi, Luigi Addis e Sergio Floris interviene all’indomani dei gravi attentati avvenuti ad Alghero e rilancia alcune azioni strategiche sulla sicurezza già avanzate in campagna elettorale per il ripristino della legalità e la democrazia
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ALGHERO - «Due anni fa, abbiamo pensato di contribuire al progetto del Centrosinistra per le elezioni comunali di Alghero, poi diventato “Campo largo”, con una serie di valori, idee e proposte che, ancora di più oggi, riteniamo valide. I valori ispiratori che riteniamo debbano guidare ogni Istituzione, sono la legalità e la democrazia. Alla luce dei recenti episodi di violenza sempre più frequenti nella nostra città crediamo fortemente che nessuno si debba voltare dall’altra parte, sottovalutando l’accaduto, nell’illusione che il fenomeno criminoso possa estinguersi da sé, perciò tutti - soprattutto i responsabili delle Istituzioni centrali e locali - dobbiamo fare la nostra parte». Il coordinamento di Sardenya i Llibertat costituito da Salvatore Scala, Carlo Sechi, Luigi Addis e Sergio Floris interviene all’indomani dei gravi attentati avvenuti ad Alghero e rilancia alcuni azioni strategiche sulla sicurezza già avanzate in campagna elettoral: il ripristino della legalità e la democrazia.
Di seguito riportiamo un estratto del documento pubblicato due anni fa con alcune opportune integrazioni e modifiche al fine di attualizzarlo.
La drammatica situazione che il mondo attraversa impone profonde riflessioni, sobrie discussioni e proposte concrete. La pandemia del Covid-19 prima, la crisi climatica, la devastante guerra in Ucraina e ora la guerra nella Striscia di Gaza, incombenti sull’intera umanità, ci impongono di abbandonare la strada delle inutili polemiche, per avviare responsabilmente discussioni sui temi insoluti che sono al contempo locali e mondiali: la legalità, la giustizia sociale, la tutela dell’ambiente e della salute. La cronica carenza nella pianificazione generale della nostra città ha generato nel corso degli anni ingiustificati privilegi per pochi e svantaggi per la maggior parte della popolazione, soprattutto di quella più povera. Una situazione di disordine che influisce negativamente sulla qualità della vita soprattutto dei cittadini residenti ma anche dei numerosi turisti e visitatori. Piccoli e grandi centri della Sardegna, costieri o interni, hanno provveduto a disciplinare il proprio territorio; intollerabile che altrettanto non possa avvenire nella nostra città. La Costituzione, recentemente riformata negli articoli 9 e 41, offre la risposta appropriata alla tutela del paesaggio - interazione tra l’ambiente naturale con il patrimonio artistico e storico - quale indispensabile fattore di tutela della salute e pone limiti all’attività economica sia essa pubblica che privata a favore delle nuove generazioni e degli animali. Riteniamo pertanto che sia arrivato il tempo di avviare una discussione senza scorciatoie sulla Pianificazione generale, Piano Urbanistico Comunale, il Piano del Parco, Piano di Utilizzo dei Litorali, il Piano Urbano del Traffico, il Piano Commerciale, il Piano di utilizzo del suolo pubblico con il coinvolgimento di tutte le componenti organizzate della città e di ogni cittadino riprendendo gli studi attualmente disponibili, per arrivare al completamento dell’iter fino all’approvazione definitiva. La società italiana dagli inizi di questo secolo attraversa una profonda crisi dove prevalgono la delusione, la sfiducia e il disimpegno con gli allarmanti effetti mai visti prima in termini di astensione dal voto, fenomeno che si riflette e amplifica anche nella nostra città. Una nota positiva: la buona partecipazione al recente referendum costituzionale sulla Magistratura, soprattutto da parte dei più giovani, lascia ben sperare per l’avvenire. Sardenya i Llibertat, pur interessandosi principalmente dei problemi di Alghero, segue con non poca preoccupazione gli avvenimenti e il dibattito politici di portata più ampia, avvertendo tuttavia alcuni segnali favorevoli al rinnovamento della politica, soprattutto tra i gruppi prevalentemente giovanili nati ovunque per la promozione della pace e a difesa dei diritti umani nel mondo, per la salvaguardia dell’ambiente al fine di assicurare a tutti un futuro di pace e benessere”. Ripristino della legalità. La legalità è la condizione indispensabile per lo svolgimento di una vita sicura e dignitosa per ogni comunità democratica. Pertanto sosteniamo con vigore l’urgenza di ripristinare il rispetto e l’applicazione effettiva della normativa vigente, anche introducendo se necessario dei correttivi migliorativi, vigilando con autorevolezza l’applicazione dei principi democratici, in evidenza quello di parità di trattamento della Pubblica Amministrazione. La malavita organizzata ha messo radici anche in Sardegna - lo dichiarano il Procuratore generale della Repubblica Patronaggio e le autorità Antimafia, il prefetto di Cagliari e altri -, ma avvertiamo con sempre maggiore preoccupazione l’attività di organizzazioni criminali anche nella nostra città. Non dobbiamo nasconderci che l’accaparramento di attività in alcuni settori produttivi, in modo particolare nel settore bar-ristorativo, l’occupazione pervasiva del suolo pubblico, nonostante qualche ancora timido intervento di contenimento da parte dell’Amministrazione comunale, sollevino preoccupazione diffusa nella popolazione. I ripetuti incendi di auto che hanno colpito singoli cittadini e alcuni operatori economici del settore dei servizi turistici – gravissimo quello avvenuto nei giorni scorsi a due passi dell’aeroporto di Alghero, peraltro ripetuto a soli due mesi da quello precedente -, non possono lasciare nessuno indifferente. Il regime carcerario del 41bis, un’altra pesante servitù che si aggiunge pericolosamente a quelle già presenti sulla nostra terra, ha subito un’ulteriore ampliamento per decisione scellerata del Ministero di Giustizia a cui si sono opposti vigorosamente la presidente della Regione Alessandra Todde, parlamentari di entrambi gli schieramenti, il vescovo di Nuoro Antonello Mura e i sindaci delle città interessate. Nessuno deve tirarsi indietro dalle proprie responsabilità, soprattutto chi responsabilità ne ha più di altri a ragione del ruolo che ricopre: Ministri degli Interni e della Giustizia, Magistratura, Prefetto, Questore, forze dell’ordine, Dipartimento Antimafia, sindaco e giunta comunale, partiti politici, servizi di controllo sulle attività produttive, chiesa locale, sindacati e organizzazioni di categoria, il mondo associativo e singoli cittadini. Certo il potenziamento degli effettivi delle forze dell’ordine è importante ma lo è ancora di più la capacità investigativa degli stessi operatori guidati da magistrati specializzati nel campo. La vicinanza con le strutture carcerarie in regime del 41bis è un enorme problema e la nostra Isola finora non è stata in grado di fronteggiare gli effetti complessi e preoccupanti che ciò comporta. Democrazia. La Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza, è una Carta che assicura la democrazia quindi un ruolo determinante alla volontà popolare dalla quale origina il potere e perciò bisogna favorire in modo trasparente le condizioni e creare le occasioni affinché la partecipazione della cittadinanza, delle associazioni o anche di singoli sia garantita. In città in questi ultimi anni abbiamo assistito invece a un deficit di democrazia, a cui solo recentemente si sta cercando di porre rimedio. In un recente passato questa situazione ha prodotto una forte contrapposizione tra l’Ente Parco di Porto Conte/Area Marina protetta Capo Caccia-Isola Piana, avallata dall’Amministrazione comunale precedente, ma anche - fatto ancora più grave - nella sostanziale indifferenza di larga parte del Consiglio comunale. Il Centro storico – L’Alguer Vella – è di fatto abbandonato a se stesso, svuotato dei suoi abitanti ai quali la vita risulta più complicata che altrove, e trasformato in un enorme casa vacanze, con ristoranti all’aperto ovunque, dove ogni spazio pubblico è rivolto ad esclusivo vantaggio del settore commerciale. In sostanza si è tolta la voce ai legittimi titolari dei diritti. Alghero è stata a lungo abbandonata a un destino speculativo-immobiliare che ne ha trasformato in modo permanente il suo volto e il suo territorio. «Sosteniamo da sempre la necessità di approvare tutti gli strumenti urbanistici, frutto di un’ampia discussione in città con il coinvolgimento di tutte le componenti organizzate ma anche dei singoli cittadini, così come prevede la Carta di Aalborg delle città europee per uno sviluppo durevole e sostenibile. È da evidenziare che Alghero è stato uno dei primi comuni d’Italia ad averla sottoscritta con un atto solenne del Consiglio Comunale. Coinvolgimento della comunità peraltro previsto dal Forum locale di Agenda 21 e dal percorso dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’ONU. C’è da dire che riguardo alla pianificazione generale il riavvio dell’iter del PUC – sono passati oltre trent’anni dall’avvio -, pare indirizzato verso l’approvazione. Anche così, con regole democraticamente approvate e con applicazione corretta delle stesse, si risponde al bisogno fondamentale di legalità e di democrazia». |
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