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Red
15 ottobre 2008
Architettura: Laboratorio di Fermentazione Urbana
Si terrà il 17 ottobre ad Alghero il il seminario di studio e di approfondimento "Oltre i confini della visione prospettica" a cura di Lidia Decandia
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ALGHERO - Al via il 17 ottobre dalle ore 9.30 presso l'Asilo Sella, nel Lungomare Garibaldi ad Alghero, il seminario di studio e di approfondimento "Oltre i confini della visione prospettica" a cura di Lidia Decandia, all'interno del "Laboratorio di fermentazione urbana Matrica". Il seminario intende prendere spunto dalla pubblicazione di alcuni libri usciti di recente [Decandia L. (2008) Polifonie urbane. Oltre i confini della visione prospettica, Meltemi, Roma; Attili G. (2007), Rappresentare la città dei migranti, Jaca Book, Milano] e da ricerche ancora in corso di pubblicazione [Bottaro P., Difference, Collection du Carrè Bleu] per ragionare su alcune questioni emergenti che questi lavori pongono.
La base di partenza comune da cui essi muovono è che per comprendere e descrivere i mutamenti in atto nei territori contemporanei occorra liberarsi da quella visione dello spazio e del tempo che ha avuto origine, a partire dal Quattrocento, con l’affermarsi della visione prospettica e dello sguardo cartografico. Questa visione, infatti, espressione di un ordine di significati e di valori taciti di cui siamo ancora profondamente invischiati, nel privilegiare le dimensioni della visibilità e dell’atemporalità rispetto alle altre componenti della realtà, ha fortemente influenzato non solo il nostro modo di “rappresentare” e di concettualizzare la città e il territorio, ma anche il nostro modo di pensare la norma e il progetto. A partire dalla messa in discussione critica sulle premesse fondate, ma “infondanti”, che si celano dietro questo modo di guardare il mondo e dall’individuazione di alcune possibili piste da esplorare, il seminario intende costruire un’occasione per riflettere, da punti di vista disciplinari anche differenti, sui contributi e le potenzialità che queste prospettive possono offrire per ripensare le nostre categorie analitiche e progettuali. E insieme sui limiti e sui pericoli che in esse si possono annidare. Proprio per questo l’organizzazione del seminario viene pensata soprattutto come un’occasione di scambio per intrecciare fili e costruire nodi tra esperienze che, seppur in direzioni fra loro molto diverse, ragionano su alcune tematiche comuni. |
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