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Sara Alivesi
5 novembre 2008
Architettura, la protesta: «Dalla scuola il futuro»
Gli studenti continuano la protesta: lezioni all’aperto, incontri pubblici e notte bianca il 14 novembre. Oggi allo scientifico docenti e studenti a confronto
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ALGHERO - Si è tenuto stamattina l’incontro tra la Facoltà di Architettura di Alghero e le scuole superiori cittadine. I promotori dell’evento hanno trasferito la riunione nel Liceo Scientifico “Fermi” a causa di condizioni metereologiche che non avrebbero consentito di svolgerlo nello spiazzo antistante l’ex- asilo Sella, sede dell’ateneo catalano. Studenti e docenti hanno partecipato numerosi alle discussioni e alle proposte sul futuro dell’istruzione nel nostro Paese.
«E’importante utilizzare il termine scuola per rappresentare una figura unitaria: dalle elementari alle università», è stato il commento di apertura del Preside della Facoltà di Architettura, Giovanni Maciocco. Il professore individua in una grande riforma dell’educazione italiana, il vero obbiettivo del cambiamento. La scuola rappresenta, oggi più di ieri, il riferimento educativo dei ragazzi. Laddove le famiglie sono più assenti, certi valori del passato vengono a mancare, l’istruzione rappresenta l’occasione e la grande possibilità di crescere nella società. «E’ il settore che ha il piu’ alto tasso di futuro e tutti devono essere messi in condizione di studiare» prosegue il preside che si schiera in difesa del principio dell’equità. Lo stesso che le fondazioni a cui fa riferimento l’art.17 della legge 133 non permetterebbe certo di garantire. Il professore di storia della facoltà, Giovanni Azzena, prende la parola dopo l’intervento del preside e si autodefinisce ironicamente «non chi coordina la protesta ma chi e’ coordinato dalla protesta stessa». Nel suo discorso annuncia le altre iniziative degli studenti e docenti di architettura: le lezioni all’aperto (che proseguiranno tempo permettendo); gli incontri aperti a tutti previsti per domenica 9 (in Piazza Civica) e mercoledi’ 13 (probabilmente a San Francesco) e, in particolare, la notte bianca del 14, giornata della mobilitazione studentesca a Roma.
«Sono uno studente, sono un cittadino e ho paura» e «contiamo sui nuovi mezzi di comunicazione per dar voce alla nostra protesta», sono le parole dure ma consapevoli di Valerio ed Enrico, i due promotori e organizzatori delle manifestazioni della facoltà algherese. Il futuro, i diritti ma anche i doveri, le critiche ma anche le proposte, animano la volontà e la forza di questi giovani attenti ai grandi cambiamenti in atto nella nostra società. Perché la scuola rappresenta una grande parte di essa e non può essere relegata ad uno dei tanti settori su cui si dispiega la politica governativa. E se anche si volesse ridurre tutto ad un puro discorso economico, anche la scuola è business. Lo è per la città di Alghero, dove gli studenti vivono e alimentano le attività commerciali per tutto l’anno scolastico. Anche questo si dovrebbe ricordare chi parla sempre di numeri e tagli. Nelle foto di Roberto Gabrielli due momenti della manifestazione allo scientifico di Alghero |
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Il professore di storia della facoltà, Giovanni Azzena, prende la parola dopo l’intervento del preside e si autodefinisce ironicamente «non chi coordina la protesta ma chi e’ coordinato dalla protesta stessa». Nel suo discorso annuncia le altre iniziative degli studenti e docenti di architettura: le lezioni all’aperto (che proseguiranno tempo permettendo); gli incontri aperti a tutti previsti per domenica 9 (in Piazza Civica) e mercoledi’ 13 (probabilmente a San Francesco) e, in particolare, la notte bianca del 14, giornata della mobilitazione studentesca a Roma.
