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Red 19 gennaio 2009
Cantiere Sociale: l'affondo sul Pdl
«Per chi è abituato a possedere il monopolio dell´informazione e non è in grado di accettare che altri abbiano opinioni divergenti dalle loro, può effettivamente risultare difficile concepire che ci siano giornali o telegiornali che danno spazio a più voci»
Cantiere Sociale: l'affondo sul Pdl

ALGHERO - Dura risposta del Cantiere Sociale de l'Alguer, che dopo aver sottolineato la differenza tra il loro movimento e "Alghero Viva", «perché non vogliamo che altri siano coinvolti in nostre iniziative», si rivolgono al Pdl Alghero ricordandogli «di non aver mai compiuto degli espropri e ancor di meno proletari, né di essere mai stati in Etiopia». L'attacco del Popolo della Libertà di Alghero, infatti, che aveva fatto sobbalzare anche il coordinamento di Alghero Viva, fa ancora parlare. E così dal Cantire sottolineano di non aver nessun mezzo d'informazione al guinzaglio da comandare a bacchetta. «Certo, per chi è abituato a possedere il monopolio dell'informazione e non è in grado di accettare che altri abbiano opinioni divergenti dalle loro, può effettivamente risultare difficile concepire che ci siano giornali o telegiornali che danno spazio a più voci, invece di ripetere sistematicamente solo quella del loro padrone».

Entrando nel merito delle vicende politiche poi, dal Cantire Sociale esprimono soddisfazione per il fatto che il sindaco si sia sentito in dovere di intervenire in aula in seguito (anche) al nostro intervento: «lo riteniamo un nostro merito politico», puntualizzano. «Certo, ci pare abbastanza sconfortante che Tedde sia spinto a riferire a proposito delle sue dimissioni solo perché chiamato a farlo dall'opposizione e non perché lo senta come un suo preciso dovere istituzionale ancor prima che politico: i rappresentati dei cittadini pretendono di sapere quali profonde ragioni abbiano spinto il primo cittadino a comportarsi in tal modo», sottolineano.

«Del resto - continuano dal Cantiere Sociale - le spiegazioni di Tedde, come anche la replica farneticante affidata ai suoi sottoposti, né ci convince né ci soddisfa; infatti, se la legge impone le dimissioni a quei sindaci in carica che vogliano competere ad altre cariche pubbliche elettive, non capiamo tuttavia quali ragioni abbiano spinto Tedde a correre alla poltrona di consigliere regionale». «E, qualora sia vero che egli fosse elemento più forte e rappresentativo del centro destra cittadino per la corsa elettorale, perché è ritornato a casa con la coda tra le gambe? Forse i vertici italiani non lo ritenevano tanto affidabile o pensavano che Alghero non meritasse di essere rappresentata? E ancora, se lui era il puro sangue, ne consegue che gli altri candidati sono solo dei brocchi o delle riserve da impiegare quando ormai la partita è persa».

«A noi piacerebbe tanto che la discussione politica algherese fosse in grado di elevarsi un po', tanto nel merito quanto nel metodo. Ad esempio, non ci sembra che le dichiarazioni tranquillizzanti sulla situazione finanziaria cittadina possano in qualche modo essere sufficienti, e ancor di meno che tali argomenti possano essere liquidati con due frasette orecchiate chissà dove. Gli esponenti della maggioranza dovrebbero, ad esempio, spiegare perché tutte le statistiche (da quelle dei vari istituti di ricerca a quelle della Caritas) indichino come sia il numero assoluto di poveri in Città, sia il tasso di disoccupazione, e soprattutto di quella giovanile, siano in costante e vertiginoso aumento».

«Più che cercare di dimostrarsi più realisti del re e difendere a spada tratta il loro capo - concludono - dovrebbero invece spiegare o illustrare quali misure politiche ed economiche abbiano messo o metteranno in atto per contrastare questi fenomeni. E non credano che possa bastare qualche messaggio ottimistico o la scusa ormai ricorrente della crisi mondiale, anche perché, almeno ci pare, sono sempre stati accaniti sostenitori del capitalismo finanziario e speculativo».

Nella foto Valdo Di Nolfo del Cantiere Sociale e Giancarlo Piras, portavoce del Pdl Alghero



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