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Red 2 marzo 2009
Caccia di frodo: 1 arresto e 3 denunce
I Carabinieri della Stazione di Berchidda hanno interrotto un gruppo di cacciatori locali, intenti ad effettuare una battuta di caccia di frodo al cinghiale
Caccia di frodo: 1 arresto e 3 denunce

BERCHIDDA - Domenica, intorno alle ore 14, i Carabinieri della Stazione di Berchidda hanno interrotto un gruppo di cacciatori locali che, dopo uno “spuntino” in uno stazzo nella campagna tra il piccolo centro e Oschiri, si stavano apprestando ad effettuare una battuta di caccia di frodo al cinghiale. In nove si erano dati appuntamento in uno stazzo situato in una zona densa di vegetazione in località Sos Nariles dell’agro di Oschiri.

I carabinieri, tra cui gli specialisti appartenenti allo Squadrone Eliportato “Cacciatori” Sardegna, appiattati nella boscaglia da più ore, sono intervenuti proprio mentre i membri della battuta si stavano avvicinando alle proprie auto ove erano custodite le armi da impiegare nella caccia: l’immediata perquisizione di tutti i presenti ha consentito così di sequestrare 3 fucili cal.12, che evidentemente erano destinati alla caccia.

Ma la perquisizione allo stazzo ed ai suoi paraggi ha altresì consentito di rinvenire, nascosto sotto delle rocce, un altro fucile cal. 12 con matricola abrasa, due pistole (un revolver ed una automatica) non denunciate, e numerosi colpi calibro 12, questi ultimi evidentemente destinati alla battuta in programma.

Per il possesso di queste armi è stato dunque Marco Apeddu, un operaio forestale berchiddese di 44 anni, proprietario dello stazzo e verosimilmente organizzatore della battuta, con l’accusa di detenzione di armi e munizioni clandestine. I tre cacciatori cui erano stati sequestrati i fucili, invece, sono stati denunciati a piede libero per omessa custodia e porto abusivo di armi da fuoco.

Il fucile con matricola abrasa e le due pistole verranno sottoposte ad accertamenti tecnico-scientifici presso il Ris di Cagliari per verificare se siano già state utilizzate per la commissione di delitti in Sardegna o nel resto d’Italia. Verranno poi avviate presso le autorità competenti le procedure per il ritiro della licenza di caccia per tutti i coinvolti nella battuta di caccia di frodo.



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