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Red
18 aprile 2009
Stintino, al Comune la chiesa di Ercoli
La famiglia Piga cede l’edificio che l’amministrazione si impegna a restaurare. L’atto di donazione è stato firmato dalla donante, Caterina Piga, e dal primo cittadino, Antonio Diana

STINTINO - La chiesetta campestre di Ercoli, dedicata a Sant’Isidoro e dove il 10 maggio si festeggia la festa degli agricoltori, nei giorni scorsi è stata donata al Comune di Stintino dalla famiglia Piga. L’atto di donazione è stato firmato dalla donante, Caterina Piga, e dal primo cittadino, Antonio Diana, nella sala riunioni del Comune, davanti al notaio Manlio Pitzorno e due testimoni.
Il Consiglio comunale di Stintino già a settembre del 2007 aveva espresso parere favorevole alla stipula dell’atto di donazione. Obiettivo dichiarato dell’amministrazione era il suo recupero e valorizzazione, così come degli altri edifici di culto sparsi sul territorio. E il fine è rimasto sempre quello anche oggi: il sindaco infatti, con una dichiarazione scritta consegnata alla donante, ha ribadito l’impegno del Comune a provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’edificio.
Una ulteriore conferma è arrivata anche in Consiglio comunale alcune giorni fa, durante la presentazione del piano delle opere pubbliche. L’assessore Schiaffino ha fatto presente che per il 2009 vengono destinati oltre 65mila euro al restauro delle chiese presenti sul territorio. Buona parte di questi fondi serviranno per i lavori di recupero della chiesetta, che dovrebbero partire nell’arco di un mese.
Al Comune, si legge nell’atto, è stato donato tutto il fabbricato con area scoperta annessa. L’edificio è composto, al solo piano terra, di un salone destinato alle funzioni religiose, un vano destinato a sacrestia ed annesso servizio. «Questa chiesetta – ha raccontato la signora Caterina Piga – è sempre stata della nostra famiglia ed è sorta sul nostro terreno negli anni Trenta, edificata a seguito di un voto fatto da un nobil donna».
«Nel terreno attorno ci sono altre case antiche e molto probabilmente anche una chiesa più antica. D’altronde quella zona – prosegue la signora che in quei luoghi ha trascorso parte della sua infanzia – era abitata da un gruppo numeroso di famiglie. Negli anni Trenta c’erano anche le scuole elementari a Monti Rugginosu, proprio lì in zona».
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