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Red
25 aprile 2009
25 Aprile '45: Liberazione dal nazi-fascismo
La Resistenza è stata l’opposizione, militare e politica, condotta nei confronti degli occupanti e della Repubblica Sociale Italiana da parte di liberi individui, partiti e movimenti organizzati in formazioni partigiane. Corteo ad Alghero
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ALGHERO - 25 aprile, un giorno di festa nazionale perché segna la liberazione dell’Italia. Celebrazioni solenni in tatta Italia, da nord a sud. La Resistenza è stata l’opposizione, militare e politica, condotta nei confronti degli occupanti e della Repubblica Sociale Italiana da parte di liberi individui, partiti e movimenti organizzati in formazioni partigiane. Il movimento della Resistenza unì donne e uomini dai molteplici e opposti orientamenti politici: cattolici, comunisti, liberali, socialisti, azionisti, anarchici.
«La Resistenza è la nostra festa nazionale perché si celebra l’evento attraverso cui il popolo italiano ha riconquistato la libertà. Il 25 aprile non è e non deve essere una ricorrenza, ma il giorno in cui si difende a gran voce la libertà da minacce nuove che somigliano pericolosamente a esperienze già tristemente sperimentate in passato», sottolinea la Presidente della Provincia di Sassari Alessandra Giudici. «La libertà è la qualità fondamentale di ogni uomo, lo definisce come persona, gli impedisce di essere assoggettato a un ordine chiuso e precostituito, gli consente di autoprogettarsi e autorealizzarsi in base alle scelte che compie. La libertà è la condizione di chi non è prigioniero e non ha restrizioni, non è confinato o impedito. La libertà è la facoltà dell’uomo di agire e di pensare in piena autonomia, è la condizione di chi può agire secondo le proprie scelte, grazie al potere riconosciutogli dalle leggi». Alla Resistenza aderirono gruppi più o meno numerosi e organizzati, operarono in città come in campagna o in montagna sia piccoli nuclei che singole persone, normali civili o che avevano particolari incarichi. Semplici cittadini, contadini, pastori, medici, infermieri, carabinieri, funzionari della Questura e dei Comuni, sacerdoti, vescovi, avvocati e professionisti a rischio della loro vita e di quelle dei familiari soccorsero, nascosero, fornirono generalità false, accompagnarono lungo i sentieri, dettero qualcosa da mangiare, contribuendo così alla conquista della libertà. |
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