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Enrico Loffredo
un residente del centro storico 2 agosto 2004
Loffredo, nessun futuro per gli algheresi residenti nel centro storico
Lettera aperta a Marco Tedde da parte dell’ex sindaco Enrico Loffredo sul grave problema di vivibilità all’interno della città vecchia
Loffredo, nessun futuro per gli algheresi residenti nel centro storico

Caro Marco, finora sono state rilasciate oltre milleduecento autorizzazioni di parcheggio al centro storico: quattrocento riguardano i residenti, le altre sono relative a “domiciliati temporanei”, formula generica e di dubbia interpretazione,a cui aggiungiamo quelle riguardanti gli invalidi, vivi o deceduti, e quelle rilasciate nell’area portuale dalla Capitaneria di Porto. Per non parlare delle autorizzazioni alle aperture dei locali fino alle due del mattino (con la protesta dei gestori delle paninoteche, che ritengono troppo limitato questo vincolo), la diffusione sonora in qualche via cittadina, le vie secondarie diventate orinatoi a cielo aperto, le pompe di calore che, oltre a provocare rumore gettano sui passanti aria bollente ad altezza d’uomo, le autorizzazioni di suolo pubblico, plaças e carrers trasformati in ristorante o bar all’aperto senza alcun rispetto delle chiese e dei monumenti, naturalmente tutto innaffiato o contornato dalle deiezioni dei cani, randagi e non e, nei giorni di scirocco dagli olezzi provenienti dalle caditoie stradali non sifonate. Sarebbe interessante sapere quanti metri quadri sono destinati alla ristorazione nel piano commerciale in vigore e di quanto si è sforata questa cifra, e ancora antifurto dei negozi che suonano per ore di notte e di giorno senza che nessuno intervenga a fermarli (non è disturbo della quiete pubblica?). Tutto questo mi fa riflettere e chiedere per primo a me stesso che cosa è diventato il centro storico, se forse la presenza dei residenti limita troppo le attività commerciali e fino a che punto può arrivare la resistenza di chi nel centro storico vive trecentosessantacinque giorni all’anno, o se non sia venuto il tempo, vista la prevalenza di interessi mercantili e la negazione delle regole del vivere civile, di fare quello che centinaia di famiglie prima della mia hanno fatto in silenzio: lasciare la casa e trovare un appartamento dove la notte si può dormire anche prima delle quattro del mattino, dove si possa trovare un parcheggio o un garage a poca distanza. Non so cosa rimarrà se questo spopolamento silenzioso continuerà, ma non vedo futuro per chi come me vorrebbe rimanere dove è nato, senza disturbare e senza essere disturbato.
Cordialmente



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