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A.B.
12 maggio 2009
Asl: «Scelte condivise con istituzioni e sindacati»
Il vertice dell’Azienda risponde al documento delle sigle sindacali mediche e non mediche

SASSARI – «In attuazione delle linee guida regionali, la Direzione dell’Asl di Sassari ha adottato un Atto aziendale nel quale viene definita sia la strategia aziendale che l’assetto organizzativo; in ogni fase della stesura progressiva del documento sono state coinvolte le rappresentanze istituzionali territoriali, cioè la Provincia e i Comuni, che rappresentano interessi e bisogni dei cittadini».
Risponde così il management dell’Asl di Sassari al documento sottoscritto sabato da alcune organizzazioni sindacali della dirigenza medica e non medica dell’Azienda sanitaria locale sassarese. Una precisazione doverosa quella dell’Asl, che sottolinea come l’Azienda di Via Catalocchino non si sia mai sottratta ad un proficuo confronto con le organizzazioni sindacali aziendali, tanto che alcuni loro suggerimenti sono stati recepiti nell’Atto. «È evidente che non possa essere addebitata a questa Direzione la responsabilità della chiusura di alcune strutture, come il reparto di Urologia dell’ospedale di Sassari, che deriva sia dall’istituzione dell’Azienda ospedaliero-universitaria che dalle politiche sanitarie esplicitate nel Piano sanitario regionale».
Il documento dei sindacati medici, che il vertice aziendale ha ricevuto soltanto informalmente, «appare, però, generico e non contestualizzato». Per questo motivo i vertici aziendali mettono in evidenza le scelte strategiche e le principali decisioni gestionali assunte, sempre nel massimo rispetto delle prerogative sindacali.
«L’Atto aziendale – riprende l’Asl – si propone di dare risposta al problema dell’invecchiamento della popolazione, ponendo l’accento sull’integrazione possibile tra le attività territoriali e quelle ospedaliere. In quest’ottica è prevista la riorganizzazione profonda dell’Azienda con l’istituzione dei dipartimenti, la riorganizzazione dei reparti di Medicina con l’istituzione di nuovi reparti di lungodegenza, riabilitazione e geriatria, la centralizzazione dell’attività di analisi di laboratorio e il decentramento nel territorio del servizio di prelievo».
Vengono respinte al mittente quindi le accuse di immobilismo che non ha certo caratterizzato l’attività di questi ultimi anni dell’Asl, impegnata invece a definire una strategia chiara, orientata al futuro e coerente con le migliori prassi nazionali. Anche le scelte sulle massime responsabilità gestionali testimoniano come si sia puntato a valorizzare le competenze professionali per rimanere estranei a logiche di spartizione. Attraverso lo strumento delle selezioni pubbliche per i primariati, l’Asl di Sassari si è arricchita di professionalità eccellenti che stanno contribuendo alla drastica diminuzione dei viaggi fuori regione». E tra gli esempi vengono citate le situazioni migliorative nelle quali si sono venute a trovare la cardiochirurgia e la neurochirurgia dell’ospedale “Santissima Annunziata”.
Quindi un passaggio sulla questione delle liste d’attesa che l’attuale gestione di Via Catalocchino «sta cercando di ridurre attraverso una maggiore apertura dei servizi all’utente, anche grazie a specifici accordi con i medici ospedalieri e gli specialisti ambulatoriali nonché una maggiore disponibilità di apparecchiature, quali risonanze magnetiche, Tac ed ecografi. Anche gli erogatori privati stanno facendo la loro parte, pur nei limiti degli stanziamenti regionali concessi all’Azienda che non permettono di soddisfare tutta la domanda».
Una pianificazione e una realizzazione effettuate sotto il segno della massima trasparenza e con il proficuo coinvolgimento di tutte le rappresentanze sindacali, «nel rispetto dei ruoli istituzionali rivestiti – precisano i vertici – e non accettando quindi forzature e tentativi di strumentalizzazione».
«In questa fase di transizione verso un nuovo assetto organizzativo – conclude la direzione Aziendale – si comprendono le tensioni ed i timori di alcuni, che sono preoccupati di essere coinvolti nel cambiamento, ma la direzione è confortata dai quotidiani comportamenti degli operatori, e sono la assoluta maggioranza, preoccupati più del miglioramento della qualità dell’assistenza pubblica che dei propri destini individuali».
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