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A.B.
13 maggio 2009
Chiusura Centro Diurno: Sos ad Asl e Regione
La lettera, sottoscritta da 617 firme,è stata inviata all’assessore regionale alla Sanità ed alla presidente del Comitato dei sindaci del Distretto di Alghero

ALGHERO – Sono ben seicentodiciassette gli utenti, i familiari, i collaboratori ed i volontari del Centro Diurno per disabili psichici appartenente al Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell’Asl n. 1 di Sassari, distretto di Alghero, che hanno inviato una lettera all’assessore regionale alla Sanità ed alla presidente del Comitato dei sindaci del Distretto di Alghero.
In questo modo, si vuole sottoporre alla loro attenzione le decisioni assunte dai vertici dell’Asl n.1 sulla riorganizzazione dei servizi di salute mentale. «La riorganizzazione – sottolineano - ha comportato una riduzione notevole del personale con gravi conseguenze sull'efficienza e sulla qualità dei servizi offerti al cittadino, nonché l'interruzione drastica del Servizio Sociale nel Centro di Salute Mentale e del Servizio Educativo nel Centro Diurno».
Nella missiva, ripercorre la storia del Centro Diurno di Via Enrico Costa dalla sua istituzione, avvenuta nel 2005, fino ad oggi, passando per le tappe più importanti, come la collaborazione continua con altre associazioni, la scuola e con gli Assessorati ai Servizi Sociali ed allo sport del Comune di Alghero promossa dagli operatori e dall'associazione “Le Aquile Onlus”. «Per contro – sottolineano – l’Azienda Sanitaria non ha mai finanziato i laboratori del Centro Diurno», inizialmente avviati con alcuni volontari, proseguiti grazie ai proventi delle vendite dei manufatti e, dal 2007, finanziate da Le Aquile Onlus.
Dopo la scelta dell’Asl di attuare una divisione tra gli operatori, separando i propri dipendenti da quelli della cooperativa “Seriana 2000”, il territorio algherese è stato privato di un servizio efficiente che la stessa Azienda aveva costruito negli anni. Da marzo, gli operatori della cooperativa (due assistenti sociali, una psichiatra e sei educatori professionali) sono stati destinati alla comunità protetta ”Villa Segni” e, di conseguenza, il Centro Diurno è stato privato del servizio educativo, con l’assenza di punti di riferimento importanti per gli assistiti e causando un impoverimento della qualità del servizio. Si è prodotta così una frammentazione delle attività interne, ma soprattutto in quelle esterne che, senza gli educatori professionali, non potranno proseguire. Quindi, non reintegrando gli educatori professionali nel Centro, i progetti esterni non potranno andare avanti.
«E’ pur vero – si legge nel documento - che il direttore generale dell’Asl ha manifestato l’intenzione di voler effettuare i concorsi per gli operatori mancanti, tuttavia, considerato che, tra ampliamento della pianta organica, indizione ed espletamento del bando di concorso, i tempi sarebbero particolarmente lunghi (minimo dodici/diciotto mesi), non è possibile interrompere fino ad allora servizi ed attività ormai irrinunciabili per la qualità di vita dei cittadini sofferenti mentali».
La lettera oltre a voler mettere un punto sulla situazione, porta delle richieste ben chiare ai destinatari. «Si chiede di intervenire presso i vertici dell’Asl n.1 e della Regione per ripristinare, al più presto, il servizio educativo del Centro Diurno per proseguire le attività e continuare i percorsi costruiti negli anni, e per meglio definire gli spazi, le risorse economiche e umane assegnate al centro stesso. Infine, poiché siamo convinti che i soldi dei contribuenti, quando si investono in servizi per promuovere e curare la salute dei cittadini, debbano essere spesi rispettando i reali bisogni di salute degli stessi, chiediamo di sollecitare, da parte dello stesso assessorato, la verifica dell’appropriatezza dei ricoveri nelle ventiquattro ore nel Centro di Salute Mentale di Alghero».
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