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L.P.
15 settembre 2009
Disoccupazione, vertice sindacale
Cgil, Cisl e Uil chiedono l'apertura di un tavolo negoziale con la Regione. «Nuovo Piano di rinascita e riscrittura dello Statuto sardo»
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CAGLIARI - Le segreterie regionali Cgil, Cisl e Uil nella riunione di ieri (lunedì) hanno esaminato la grave situazione socio-occupazionale dell’isola, alla luce degli ultimi indicatori e delle numerose vertenze in atto in tutti i territori della Sardegna.
La previsione di un nuovo aumento della disoccupazione nel prossimo autunno/inverno, considerato lo stato delle vertenze aziendali nel manifatturiero e il perdurare della crisi economica recessiva, necessita di risposte immediate, affermano i sindacati, non solo sul versante degli ammortizzatori sociali, che pure stanno svolgendo un ruolo importante per attutire l’impatto della crisi sul reddito delle famiglie, ma anche in fase di ricollocazione e di incremento delle opportunità lavorative. Questa preoccupazione sarà avanzata ancora una volta da Cgil, Cisl e Uil alla Giunta regionale, in concomitanza con la discussione sul Programma di Sviluppo della Regione e sulla manovra finanziaria per il 2010. A questa preoccupazione si sommano le contrarietà alle scelte sul sistema scolastico e formativo regionale e sull’assetto della sanità. Su tutte queste materie si chiede l’apertura di una tavolo negoziale per definire un percorso il più possibile discusso, condiviso e partecipato. Cgil, Cisl e Uil confermano la decisione di mantenere inalterata la mobilitazione dei lavoratori sardi, a sostegno delle rivendicazioni – avanzate nei confronti di Regione e Governo – per una riscrittura dell’intesa istituzionale Stato-Regione. Nelle prossime settimane partirà la mobilitazione da parte dei sindacati per convocare l’Assemblea del Popolo sardo, al fine di confrontarsi con tutte le forze politiche e sociali, sull’esigenza di una nuova stagione costituente in grado di accompagnare le rivendicazioni per un nuovo Piano di rinascita, avviare un nuovo periodo di riforme e per l’aggiornamento e la riscrittura dello Statuto sardo. Foto d'archivio |
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