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Antonio Sini
7 ottobre 2004
Regione, presentati 161 emendamenti per assestamento di Bilancio
L’Udc chiede l’abrogazione delle Comunità Montane: “Sono dei carrozzoni Politici, alla presidenza delle quali si trovano persone che guadagnano tanto. Uno spreco considerato che stanno per decollare le nuove province”

Sono 161 gli emendamenti presentati all’assestamento di bilancio. Almeno 100 dalla sola opposizione. Una manovra che non piace alla minoranza che ha spiegato le ragioni del giudizio negativo. «Quella che è stata presentata come una manovra ininfluente incide profondamente sul futuro della Sardegna», hanno affermato Giorgio La Spisa (F.I), Mario Diana (A.N.), Roberto Capelli (UDC), Pierpaolo Vargiu (Riformatori) e Silvestro Ladu (Fortza Paris). Il capogruppo di Forza Italia, Giorgio La Spisa, ha avvertito che la manovra non deve essere sminuita: «siamo allarmati per le scelte fatte dalla giunta di tagliare le spese in corso di esercizio». Di rifiuto anche il giudizio sui settori su cui si è abbattuta la mannaia regionale. Per Giorgio La Spisa è impensabile applicare dei tagli nel settore dell’istruzione, come quelli sui corsi di formazione e sull’obbligo formativo. Giudizio molto negativo anche da parte del capogruppo di AN Mario Diana che ha detto che questa manovra non è una “manovra di necessità” come è stata definita dalla giunta. L’esponente di Alleanza Nazionale si è soffermato soprattutto sui tagli decisi per i consorzi di bonifica : «non si deve tagliare in settori così importanti e non da capitoli già impegnati». Il vice capogruppo dell’UDC Roberto Capelli ha subito chiarito che la presentazione dei 100 emendamenti non è un’azione demolitoria e ha annunciato un’azione propositiva. «Noi riteniamo opportuni sia l’assestamento che la decisione di coprire il disavanzo della spesa sanitaria, ma i tagli che sono stati decisi ci preoccupano. In commissione cercheremo il confronto e non lo scontro».
Ma sono state presentate alla stampa anche proposte di legge del PSdaz riguardo la continuità territoriale, che ricalca un po’ il modello Corso. Spallata dura è arrivata anche dai componenti l’Udc, Giorgio Oppi in testa, che hanno chiesto l’abrogazione delle Comunità Montane. «Sono dei carrozzoni Politici, alla presidenza delle quali si trovano persone che guadagnano dai 3.500 a 4.500 €uro, uno spreco considerato che stanno per decollare le nuove province. In altre regioni le Comunità Montane sono state soppresse già da tempo, noi dobbiamo avere il coraggio di iniziare un discorso serio e propositivo che vada nella direzione della loro abrogazione. Le comunità montane, ha ricordato Andrea Biancareddu, sono amministrate da 848 consiglieri che percepiscono un ricco gettone, 251 dei quali sono presidenti, vicepresidenti o assessori; il personale dipendente arriva alle 172 unità e le comunità hanno compiti che vanno dalla gestione delle biblioteche e delle mense a quella dei porti».
Nella foto: Andrea Biancareddu
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