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Red
15 giugno 2010
Vinyls, Cgil: situazione inaccettabile
«Se si vuole davvero favorire il rilancio del settore, anche in una logica di filiera è indispensabile mettere in marcia gli impianti»

PORTO TORRES - «Sul riavvio immediato degli impianti non è stato preso nessun impegno, anzi, il Governo sembra sintonizzato unicamente sull'ipotesi di una gara per la vendita ancora tutta da scrivere, con gli stabilimenti Vinyls chiusi, gli operai in cassa integrazione all'Asinara e un futuro sempre più incerto all'orizzonte». E' per questo che sull'incontro di oggi al ministero dello Sviluppo la Cgil esprime un giudizio del tutto negativo: «Al di là delle dichiarazioni d'intenti sull'importanza strategica dell'industria chimica ha commentato il segretario regionale responsabile dell'industria Michele Carrus - il governo nazionale non mostra un interesse serio e concreto alla risoluzione della vertenza che coinvolge migliaia di lavoratori».
Di fronte alla fuga di Ramco infatti, il governo non ha alcuna proposta alternativa se non quella di rinnovare un bando nel quale cercherà di favorire in tutti i modi la vendita, anche con la cessione di asset Eni. Però il nodo centrale della questione, cioè il riavvio immediato delle produzioni chiesto a gran voce da sindacato e lavoratori, non è stato sciolto: «Se si vuole davvero favorire il rilancio del settore, anche in una logica di filiera - ha aggiunto Carrus - è indispensabile mettere in marcia gli impianti per renderli appetibili e limitare costi aggiuntivi per un eventuale acquirente».
Per quanto riguarda l'atteggiamento della Regione, Carrus afferma che «dovrebbe far sentire la propria voce in modo più autorevole e impegnarsi rapidamente per rimuovere le cause dei ritardi della cassa integrazione». Non piace affatto al sindacato l'operato dei commissari Vinyls che non sembrano agevolare una soluzione positiva e in tempi stretti, «con un atteggiamento negativo rispetto al riavvio degli impianti, che appare in contrasto con il loro stesso mandato».
L'incontro è stato aggiornato al 23 luglio, nel frattempo i tecnici del ministero dovrebbero predisporre il testo della gara internazionale, è dunque evidente che le manifestazioni di interesse potranno arrivare solo a settembre: «Si tratta di tempi inaccettabili, soprattutto a impianti fermi - ha detto il segretario Cgil che al tavolo ha proposto una soluzione, anche transitoria, con il riavvio immediato da parte di Eni, che potrebbe attivare la filiera del cloro».
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