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Stefano Idili
17 dicembre 2004
Salta il bilancio La Pergola non è del comune Non si può vendere
La vendita del bene che avrebbe dovuto concorrere ad equilibrare la prevista spesa per investimenti, non può essere effettuata. I consiglieri d'opposizione chiedono l'intervento del Comitato regionale di Controllo

ALGHERO - Gli immobili della Pergola non sono di proprietà del comune. Ad affermarlo, per mezzo di un documento indirizzato al Comitato regionale di Controllo di Sassari, al Prefetto, al Dirigente Servizi Finanziaridel Comune di Alghero, al Presidente del Collegio Revisori del Comune di Alghero e al Procuratore Regionale della Corte dei Conti di Cagliari, sono i consiglieri dell’opposizione Armani, Bassu, Cerchi, Curedda, Montalto, Sechi e Tilloca. I firmatari del centrosinistra algherese, che con quest’atto delineano con fermezza la non sussistenza degli equilibri generali di bilancio, stilano un documento in relazione alla delibera N° 44 del 28.10.200 “Permanere degli equilibri di bilancio e ricognizione dello stato di attuazione dei programmi”, dal quale emerge che «la presa d’atto del permanere degli equilibri di bilancio è stata adottata in contrasto con le regole dettate sul principio del pareggio per aver assunto impegni ed aver effettuato spese in assenza di corrispondenti entrate destinate ad investimenti».
L’opposizione, intervenendo sul problema sollevato alcune settimane addietro dal consigliere Cerchi della Lista Giorico, continua sottolineando che «occorre specificare che la variazione, solamente sulla carta, rispetta il principio di pareggio, ma, sostanzialmente, tale principio non poteva e non può essere rispettato, in quanto la vendita di alcuni beni, indicati nella deliberazione citata, non poteva e non può essere effettuata e ciò perché alcuni beni ivi previsti non erano e non sono di proprietà del Comune di Alghero.
L’operazione di dimostrazione della proprietà –si legge nel documento- evidentemente non è avvenuta e non può avvenire per le ovvie ragioni che non vi è a monte un atto di acquisto con l’ETFAS comprensivo dei mappali proposti in accorpamento. In relazione alla non veritiera dichiarazione contenuta nel bando di gara “… detto immobile è stato acquistato con atto di compravendita del segretario comunale del 04.07.1970 rep. 883…”, i sottoscritti intendono considerare la ripercussione di una situazione artificiosa e non reale che è stata sottoposta al Consiglio Comunale e che lo ha indotto ad approvare con delibera N° 44 del 28.10.2004 la permanenza degli equilibri di bilancio».
In conclusione i firmatari sostengono che «da tale presupposto confortato e provato negli atti, discende che alla data della seduta comunale nella quale è stata approvata la presa d’atto del permanere degli equilibri di bilancio questi non erano sussistenti, in quanto la situazione rappresentata era ed è non corrispondente alla realtà. Ed in particolare –dichiarano a compimento dell’atto- la vendita del bene che avrebbe dovuto concorrere ad equilibrare la prevista spesa per investimenti, non può essere effettuata e la corrispondente fonte di finanziamento inesistente e non realizzabile».
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