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Red
3 agosto 2010
Dopo Secal, Meta: paura in città
A puntare il dito contro la nuova Fondazione voluta dal primo cittadino di Alghero è Idea Democratica, che chiede un confronto sulla nascita di Meta. «Risvolti inquietanti, è l´ennesimo carrozzone politico»

ALGHERO - Dopo Secal, la società nata per volontà dell'amministrazione comunale per gestire le entrate comunali, che tanti gratta-capi ha creato agli stessi politici ma soprattutto ai cittadini, ad Alghero, come annunciato da tempo su Alguer.it, nasce ufficialmente la Meta (Musei, Turismo, Eventi Alghero). E in città Idea Democratica chiede che venga aperto un pubblico confronto che permetta di capire meglio quali sono i veri obiettivi di questa operazione e i possibili risvolti, al fine anche di vigilare per evitare pericolose degenerazioni.
La decisione del consiglio, adottata tra l’indifferenza di molti, è di portata tale che potrebbe d’un colpo svuotare dalle loro principali funzioni gli assessorati del turismo, della cultura e dello sport e spettacolo, sottolinea il circolo algherese Idea Democratica. «Le motivazioni addotte a sostegno della nascita di Meta si riducono in estrema sintesi alla necessità di una gestione integrata e più produttiva delle risorse, oggi non ottimizzate a causa di procedure eccessivamente rigide e burocratiche».
Ma le domande che solleva la costituzione del nuovo soggetto sono inquietanti, anche alla luce degli sbocchi fallimentari di esperienze simili, compiute dallo stesso Comune di Alghero (il riferimento è proprio alla Secal). «Consegnare i gioielli di famiglia a un soggetto dai contorni indefiniti perché l’amministrazione non si sente in grado di valorizzarli al meglio non sembra la scelta migliore. La fondazione non ha scopo di lucro ma può gestire fiumi di denaro, finanziamenti, appalti, assunzioni, incarichi. Tutto in deroga alle principali procedure che tutelano i beni pubblici. I conti sono presto fatti: i benefici ai privati e i costi all’amministrazione, ovvero ai cittadini».
Il circolo del Pd Idea Democratica non condivide la scelta di costituire un nuovo centro di potere che non garantisce una migliore gestione dei beni culturali e di interesse turistico della città, e pare piuttosto più adatto a esercitare una grande influenza sulle dinamiche clientelari del territorio (la nomina del tutto discrezionale del Presidente è già un indicatore significativo, sottolineano). «Non abbiamo bisogno di un altro carrozzone sganciato dal controllo pubblico, ma di politiche capaci di valorizzare il nostro patrimonio culturale, ambientale e turistico che si traducano in una gestione pubblica efficiente, trasparente e produttiva».
Foto d'archivio
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