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Stefano Idili
28 dicembre 2004
L´opposizione accusa l´assessore Caria, La Pergola non è del Comune
Come ormai appare chiaro, non siamo noi - affermano alcuni consiglieri del centro sinistra - che mettiamo in serio pericolo gli esiti dell´asta, ma è l´ostinazione di chi ritiene di fare scorribande in una materia che non lo ha visto all´altezza del gravoso incarico che ricopre

ALGHERO - Ancora una puntata per il caso “La Pergola”. L’opposizione non è soddisfatta delle risposte ricevute e contrattacca. La scadenza per la consegna delle buste per partecipare all´asta pubblica è alle porte, infatti l´ultimo giorno disponibile è oggi 29 dicembre. Ma la polemica non si ferma. Gli assessori del centro sinistra, in risposta all’ultima dichiarazione sotto forma di missiva dell’assessore Angelo Caria, scrivono ancora una lettera, riportata qui di seguito, indirizzata al Presidente del Consiglio Mario Conoci. Questa volta i medesimi firmatari criticano anche la posizione di intermediario del Presidente. L’opposizione sottolinea una novità clamorosa: dall’allegato presentato alcuni giorni fa dall’assesore Caria emerge che il trasferimento della proprietà dei mappali 48 e 49 da Etfas a Ersat avvenuta nel 1984, ne esplicita e determina la proprietà dello stesso Ente.
«Vogliamo ringraziarla per averci inviatola comunicazione proveniente dall’assessore Caria, in merito alla nota vicenda della vendita di alcuni beni di proprietà comunale». Così i membri del centro-sinistra algherese Armani, Bassu, Cerchi, Curedda, Montalto, Sechi e Tilloca al Presidente Conoci.
«Dobbiamo, tuttavia, prima di entrare nel merito della risposta, rammaricarci per il poco elevato senso istituzionale della stessa, determinato dalla presuntuosa superbia che pervade l’azione amministrativa dell’assessore Caria. In particolare, non possiamo sottrarci dal far notare come il suo ruolo, egregio presidente, sia stato degradato a quello di postino evitando che, il Caria, rispondesse a chi ha titolo, funzione e ruolo per rivolgergli direttamente domande e per ottenere risposte dirette.
Non possiamo, inoltre, non farle notare - continuano i consiglieri del centrosinistra -come l’assessore Caria sia portato ad essere fuorviante in merito al problema di fondo, allorché in maniera sprezzante afferma che i consiglieri “… non hanno mai fatto richiesta di atti riguardanti la proprietà degli immobili”, con ciò denotando scarso rispetto per tutti coloro che, in consiglio comunale prima e nella commissione di garanzia poi, lo hanno invitato, con civile senso istituzionale, a farsi parte diligente, per far chiarezza documentale sulle perplessità sorte e immediatamente espresse in consiglio comunale.
Il rispetto e il senso delle istituzioni, unitamente alla consapevolezza del proprio ruolo, evidentemente non sono presenti nella cultura politica dell’assessore Caria, il quale tratta le azioni amministrative con il piglio degli affari personali, dimenticando di essere al servizio dei cittadini nella trasparenza e nella chiarezza. Nel merito, osserviamo che mentre siamo stati ripresi anche dal Sindaco, in sede di consiglio, per aver affrontato il problema avendo presente solamente l’aspetto catastale (cosa non vera perché abbiamo sempre affermato il
contrario), oggi l’assessore Caria ci invita a rivedere la nostra posizione,per suffragare la propria tesi, una dichiarazione proprio dell’ufficio dell’agenzia del Territorio (catasto). Noi avremmo preferito che l’assessore Caria allegasse la certificazione dell’Ufficio della Conservatoria dei Registri Immobiliari(che non è mai stata ritirata) perché, come giustamente afferma il sindaco, dalla stessa avremo potuto avere la certezza che quanto andiamo affermando corrisponde a verità!
Tuttavia clamorosamente, una grossa mano alla nostra posizione, che i mappali 48 e 49 non siano stati trasferiti al Comune di Alghero, la offre lo stesso documento allegato dall’assessore Caria, ove si attesta che “con decreto (invero si tratta di legge regionale) della Regione Autonoma della Sardegna in data 19.01.1984 N.5, i mappali 48 e 49 venivano trasferiti (sic!) alla ditta Ersat (voltura 2164/1984)”. Infatti la legge citata, istitutiva della trasformazione da Etfas in Ersat così recita:
“Il patrimonio dell’Ente regionale di sviluppo e assistenza tecnica in agricoltura è costituito dal patrimonio dell’Etfas – Ente di sviluppo in Sardegna”. Appare evidente che, se al momento della costituzione dell’Ersat , i mappali suddetti (48 e 49 del F.50) appartenevano all’Etfas e da detto ente venivano trasferiti all’Ersat, detti mappali non potevano sussistere nel patrimonio del Comune di Alghero e ciò non solo presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari, dove è tutto chiaro come risulta dagli atti trascritti, ma, come ci ha dimostrato l’ineffabile assessore Caria anche presso i registri dell’Agenzia del Territorio e presso i Registri di proprietà dell’Ersat. A questo deve oggi purtroppo aggiungersi che, nell’attualità non è possibile procedere ad una vendita (ovvero ad una integrazione della precedente vendita –4.7.1970-), o ad atto equipollente perché dopo il 1984 per dimettere qualsiasi bene dell’Ersat non suscettibile di destinazione agricola, secondo quanto afferma lo stesso art.15 2° comma, occorre una direttiva gella Giunta Regionale che ciò disponga. Vogliamo tuttavia essere in regola con l’esortazione del Sindaco, producendo gli atti della Conservatoria del RR.II. dai quali, ad un controllo sui beni per ispezione di immobile effettuata nel settembre-ottobre 2004, non risultano reperiti tra gli immobili comunali, i mappali 48-49 e 252 del foglio 50.
Ciò è tanto più significativo in quanto il mappale 252, proposto in accorpamento dal comune nel luglio 2003, agli atti della conservatoria RR.II.alle date indicate e quindi dopo circa due anni dalla registrazione non risulta appartenente allo stesso comune. A questo punto cosa dobbiamo dire al nostro assessore e al dirigente dei Servizi Finanziari che sottoscrivono la relazione Per il comportamento arrogante dell’uno e per l’acritica sottomissione alla parte politica dell’altro, dobbiamo invitarli a dimettersi ed andare a casa!
Sig. Presidente, come ormai appare chiaro, non siamo noi che mettiamo in serio pericolo gli esiti dell’asta, ma è l’ostinazione di chi ritiene di fare scorribande in una materia che non lo ha visto all’altezza del gravoso incarico che ricopre. Non siamo stati noi a costringerLa in un ruolo inconsueto di collegamento tra i consiglieri ed elementi dell’Esecutivo, altri hanno ritenuto che Lei debba
svolgere questa funzione! Noi abbiamo solamente accettato la prassi instaurata e ce ne scusiamo.
Siamo certi - concludono i firmatari del centrosinistra algherese - che Ella vorrà, per l’avvenire, prender buon nota del fatto ed interrompere una prassi senza costrutto. Vorrà, inoltre, ifendere il ruolo del consiglio e dei suoi componenti allorché esercitano le funzioni loro affidate
dalla legge e dai regolamenti, dalle riluttanze ovvero dalle smargiassate di chi nell’esecutivo ritiene di essere figura perenne, e non pro tempore!».
Nella foto: La Pergola
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