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Marcello Moccia
3 gennaio 2005
Intervista a Manrico Vaiani, il nuovo coach della Mercede Basket
«Ho ereditato una situazione molto pesante - spiega il neo coach Manrico Vaiani -. I problemi sono numerosi e i principali non sono soltanto tecnico tattici»

ALGHERO - Adesso la classifica comincia a farsi preoccupante, e non poco. Il passo falso casalingo con La Spezia relega la Mercede Alghero al terzultimo posto in classifica con sei punti di vantaggio dall’ultimo posto che conduce in serie A2, ma con quattro lunghezze di ritardo dall’undicesimo posto sinonimo di salvezza diretta senza passare dai play out. La ripresa delle ostilità dopo la pausa di fine anno non ha comportato un cambio di registro in casa Mercede Alghero. Ancora una sconfitta, la terza consecutiva, da metabolizzare, ma questa volta dal sapore doppio visto che l’avversario è una diretta concorrente sulla irta strada che deve portare alla salvezza.
«Ho ereditato una situazione molto pesante – spiega il neo coach Manrico Vaiani, arrivato in città cinque giorni prima (29 dicembre) della sfida con le liguri. I problemi sono numerosi e i principali non sono soltanto tecnico-tattici. In 40’ ho notato molte cose che non vanno. Serve una sterzata per raddrizzare questa rotta intrapresa».
Quel che preoccupa, aldilà della nona sconfitta stagionale e il terzultimo posto in classifica, è l’atteggiamento singolare assunto da qualche componente della squadra che probabilmente ha perso di vista lo spirito di gruppo, quello che a volte riesce a colmare il gap tecnico nei confronti dell’avversario. Nel momento migliore della sua partita, in cui sono stati recuperati ben 14 punti, in casa Mercede è affiorato un’inspiegabile nervosismo con giocatrici che litigavano tra loro e si guardavano in cagnesco.
«Prima di parlare di schemi, tipi di difesa o attacchi – prosegue Vaiani - sarà importante curare una componente non da poco: “fare gruppo”. Chi vuole far parte del progetto che ci deve condurre alla salvezza è ben accetto, chi, invece, non se la sente può fare tranquillamente le valige. Mi ha dato molto fastidio vedere in campo, tra l’altro nel momento cruciale della gara in cui eravamo in rimonta, giocatrici che battibeccano vivacemente tra di loro in campo. Sono atteggiamenti che non sopporto. Serve il rispetto nei confronti di tutti e stima reciproca tra compagne di squadra. Solo dopo viene il discorso tattico».
«Analizzare la gara con La Spezia è molto difficile. Certo sperare di salvarci con i soli punti di due giocatrici (Bjelika e Vujovic ndr) non sarà facile. Qualcuna era contratta, il che non mi permette di capire le reali caratteristiche del singolo. Molte devono crescere. Ci mancava il play titolare, ma sono stati innumerevoli gli errori commessi con molte palle perse e molte carenze sotto canestro. Occorre migliorare l’assetto di squadra. Dovrò correggere molte situazioni».
Per diversi tratti della gara con le spezzine, la Mercede non è sembrata squadra unita dallo stesso intento, ma bensì un gruppetto di oneste lavoranti al servizio di alcune supponenti soliste impegnate, quest’ultime, alla ricerca di un fine personale. La società, in concerto con il nuovo tecnico, non starà a guardare. C’è ancora spazio per eventuali correzioni in corsa anche se il tempo comincia a passare molto rapidamente.
Nella foto: Manrico Vaiani
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