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Red
14 ottobre 2010
Parametri acqua, nasce l´unità di crisi
Durante la riunione tra Asl, Arpas, Abbanoa e Comune di Sassari accordo per un protocollo operativo. A Sassari i parametri rientrano nella norma. Asl attiverà una Unità di Crisi locale per la sicurezza alimentare

SASSARI - Un protocollo operativo che consenta di ridurre al massimo i tempi di comunicazione tra enti e ancora, realizzare e condividere una serie di punti prelievo all’interno della città e gli impegni a comunicare, per ogni punto, le fonti di approvvigionamento quindi a migliorare la qualità delle acque. Sono i punti salienti dell’accordo raggiunto questa mattina durante la riunione che si è svolta nella sede dell’Asl di Sassari, in via Catalocchino, e che ha visto seduti attorno al tavolo il Dipartimento di prevenzione dell’Asl con il Servizio di Igiene degli alimenti e della nutrizione (Sian), quindi l’Arpas, Abbanoa e il sindaco di Sassari, città quest’ultima che dagli ultimi campionamenti mostrava ancora dei parametri fuori norma in alcuni punti prelievo.
Parametri che, questa mattina proprio in apertura di riunione, il Sian ha comunicato essere rientrati nella norma. «Questa riunione – ha detto Franco Sgarangella responsabile del Dipartimento di prevenzione dell’Asl – ha l’obiettivo di mettere assieme, in un’ottica di leale collaborazione, quegli enti che devono fare quanto necessario per garantire l’utilizzo dell’acqua ai cittadini. Come Azienda sanitaria rappresentiamo lo strumento tecnico dei sindaci, sono loro che dobbiamo informare». In questa “catena” della comunicazione allora «vogliamo concordare – ha precisato ancora il direttore del Dipartimento – chi, come e quando debbano essere date le comunicazioni, al fine di dare segnali chiari, di certezza di quello che si sta facendo».
Una necessità espressa dallo stesso sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, che ha ribadito l’esigenza anche di conoscere, oltre ai punti prelievo, anche quali effettivamente siano le zone servite dalle reti idriche interessate dai campionamenti, così da poter emettere ordinanze di limitazione d’uso dell’acqua mirate e non estese all’intera città.
«Dobbiamo migliorare la comunicazione – ha concluso Franco Sgarangella – per mettere in grado i sindaci di adottare le ordinanze. Sarà opportuno quindi definire le procedure anche attraverso un gruppo di lavoro con un rappresentante per ogni ente. Intanto noi già dalle prossime settimane andremo ad attivare una Unità di Crisi locale per la sicurezza alimentare che si occuperà anche delle problematiche dell’acqua».
L’idea quindi di creare un protocollo d’intesa tra gli enti, finalizzato a ridurre i tempi di comunicazione e a fornire una mappatura dettagliata dei punti prelievo e le fonti di approvvigionamento, ha trovato d’accordo il responsabile del distretto numero 6 di Abbanoa, Salvatorangelo Unali, per il quale a breve sarà possibile un incontro per studiare assieme alla Asl una mappatura da fornire al Sian. È stata quindi Pina Arras, responsabile del Sian, a illustrare quanto previsto dalla normativa in materia di controlli dell’acqua. È stata lei a sollecitare uno scambio di informazioni tra i soggetti coinvolti nel controllo in merito alla valutazione e alla gestione del rischio per la salute. «È importante che ci sia una comunicazione tempestiva – ha precisato – capillare, comprensibile e scientificamente corretta. È auspicabile quindi un miglior coordinamento».
Pietro Caria, direttore del dipartimento attività laboratoristiche dell’Arpas, ha illustrato come nell’arco del 2010 la maggior parte dei valori di non conformità siano «associati al trattamento delle potabilizzazioni», anche se si tratta di parametri che risultano essere più bassi rispetto a quelli che venivano registrati sino a qualche anno fa. Una prima significativa risposta, nella direzione del miglioramento della qualità delle acque, è arrivata proprio da Abbanoa.
«Sul Bidighinzu si stanno investendo soldi per migliorare i sistemi di potabilizzazione – ha detto Antonio Deidda di Abbanoa – i cantieri sono già aperti e i lavori mirano ad adeguare tutte le fasi critiche del processo di potabilizzazione, attraverso filtri e trattamento dei micro fanghi. Pensiamo che i lavori saranno terminati entro la prossima estate». Il funzionario dell’ente gestore ha fatto presente come sia particolarmente difficile lavorare con acque che provengono da piccoli invasi, proprio come quello del Bidighinzu. Ha segnalato poi l’impegno di Abbanoa ad intervenire nelle criticità. «Intanto si va nella direzione di potenziare il potabilizzatore di Truncu Reale – ha detto – e i lavori stanno per essere appaltati e si ipotizza un anno per la loro conclusione, mentre sono già finiti quelli di Alghero a Monte Agnese».
Nella foto: un momento dell'incontro
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