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A.B. 26 gennaio 2011
Governo taglia: pochi neonati, Alghero chiude
Nascite | Nuova beffa all'orizzonte. Prevista la chiusura dei reparti con meno di 500 nascite all'anno, tra cui quello di Alghero. L'intervento dell'assessore dovrebbe assicurare almeno due anni di attività
Governo taglia: pochi neonati, Alghero chiude

CAGLIARI – Ad Alghero il reparto di Ostetricia dell'ospedale civile è chiuso dal 15 giugno 2010, con decine di mamme costrette a bivaccare in giro per la Sardegna per mettere al mondo i propri figli. E nonostante si corra contro il tempo per cercare una riapertura sempre rimandata, il futuro del punto nascita catalano rimane molto in bilico, col serio rischio che venga chiuso definitivamente. Almeno questo quello che prevede la nuova direttiva voluta dal Governo Berlusconi, in un'ottica di presunta razionalizzazione (termine molto di moda e utilizzato per sostituire quello meno nobile di "taglio") dei servizi offerti al cittadino.

Così il Ministero della Salute ha deciso: lucchetti nei reparti in cui i parti non raggiungono le 500 unità in un anno. E poiché ad Alghero i neonati nel 2009 sono stati 323 (tralasciando il dato del 2010, che a causa della chiusura del reparto ha fatto registrare soli 194 neonati), c'è il serio rischio di vedere sfumare le battaglie che in questi mesi portano avanti tante mamme, associazioni, cittadini e politici in città, oltreché il pericolo di vedere privata la Riviera del Corallo del suo reparto di Ostetricia.

L'assessore alla Sanità della Regione cerca di frenare le polemiche, ma se non cambierà qualcosa, il destino di molte strutture è segnato: «Fermo restando che al primo posto ci dovrà essere comunque la garanzia delle condizioni di sicurezza dei cittadini - sottolinea Antonello Liori - è mia intenzione realizzare la riorganizzazione dei Punti nascita in Sardegna attraverso due step».

«All’interno della riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, pur seguendo le direttive del Ministero della Salute, intendo trovare una soluzione per quei Punti nascita che, seppure non raggiungano almeno cinquecento parti l’anno, non sono lontani dall'obiettivo - ha proseguito Liori - perciò, questi reparti (per esempio, Alghero e Lanusei, puntualizza l'assessore) potrebbero restare ancora aperti per un periodo di uno-due anni in attesa che la riorganizzazione della rete ospedaliera regionale si stabilizzi, così da poter realizzare una nuova verifica sul numero dei parti effettuati».

Nella foto: Ferruccio Fazio, Ministro della Sanità, e Antonello Liori, assessore regionale
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