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S.A. 1 febbraio 2011
Gli imprenditori algheresi bocciano la tassa di soggiorno
Il presidente del Consorzio Turistico Riviera del Corallo, Stefano Visconti, esprime il proprio dissenso all´introduzione della tassa, in linea con le posizioni degli albergatori di Confturismo e dell´assessore regionale al Turismo, Luigi Crisponi
Gli imprenditori algheresi bocciano la tassa di soggiorno

ALGHERO - Si torna a parlare tra gli imprenditori locali della “tassa di soggiorno”, abolita nel 1989 e ora in procinto di essere reintrodotta quale ulteriore balzello, a discrezione dei Comuni e in misura variabile - tra un minimo di 0,5 ed un massimo di 5 euro giornalieri - per ogni turista soggiornante. «Se, per un verso, si capisce che i pesanti tagli nei trasferimenti alle amministrazioni locali impongono alle stesse di conseguire nuove entrate, non si può comprendere e condividere che ciò debba avvenire a spese di un comparto, quello turistico - alberghiero, colpito da una grave crisi e soggetto a una fortissima competitività a livello internazionale».

La riflessione è a firma del presidente del Consorzio Turistico Riviera del Corallo, Stefano Visconti, che, in linea con le dichiarazioni degli albergatori di Confturismo e dell'assessore regionale al Turismo, ha espresso il dissenso di tutti i consociati all'introduzione della tassa. D'altronde, «la proposta di legge, come attualmente concepita - dice Visconti - impone ai titolari delle sole strutture ricettive classificate di riscuotere tale tributo, andando di fatto a incrementare le tariffe di vendita dei soggiorni alberghieri». «Un'offerta turistica, già pesantemente svantaggiata dai regimi Iva e da tributi sconosciuti in altri Paesi concorrenti - sottolinea l'albergatore algherese - e che sta da tempo registrando preoccupanti cali di competitività a livello internazionale».

Oltrettutto, questo incentiverebbe la sistemazione «in seconde case o in forme di ricettività che sfuggono a ogni controllo e che nulla portano nelle tasche delle nostre Amministrazioni». Per questi motivi, conclude il presidente del Consorzio algherese: «gli operatori del ricettivo manifestano il loro netto rifiuto ad accollarsi ulteriori oneri non più sopportabili, così come a svolgere l’antipatica attività di esattori nei confronti di clienti ai quali è necessario dare ben altro benvenuto. Noi crediamo che in Sardegna potrebbero essere studiate altre forme di tassazione, con modalità di riscossione decisamente più eque e sopportabili dal mercato. Siamo disposti a confrontarci costruttivamente con le nostre Amministrazioni al fine di poter esporre le nostre proposte».




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