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Red 17 febbraio 2011
Tedde rischia grosso, è crisi
Sondaggio | L´Udc rischia di uscire dalla Maggioranza mandando sotto il centro-destra che avrebbe soli 14 voti su 30. Crisi alle porte. Centro-destra in bilico
Tedde rischia grosso, è crisi

ALGHERO - Giornate convulse a Sant'Anna, dove si respira aria di vera crisi. Sarà la vicinanza della Primavera ad aver ringalluzzito i componenti della Maggioranza di Centro-destra, o le elezioni comunali ormai alle porte (manca poco più di un anno alla scadenza naturale del mandato), fatto sta che il tira e molla a cui si assiste in queste ore riporta la città indietro di qualche anno. Era il 14 maggio 2008 quando il sindaco mette tutti gli alleati sull'attenti protocollando le dimissioni a Sant'Anna. Oggi però ci sono più scenari all'orizzonte, compresa la possibile sfiducia (la Maggioranza senza l'Udc avrebbe soli 14 voti).

Lotta per le poltrone. Alla base della decisione di allora, la troppa litigiosità e una chiara mancanza di collegialità tra Giunta e Consiglio Comunale, oltre alle continue prove di forza tra i partiti per l'annunciato rimpasto (come dichiarerà lui stesso in seguito). La decisione di Tedde spiazza un pò tutti, tanto da far desistere alcuni partiti e far ritornare altri a più miti comportamenti (in realtà in pochi credevano nel ritorno alle urne a soli pochi mesi dall'elezione).

31 maggio 2008. Arriva così il "mea culpa" dei consiglieri che ammettono come «le dimissioni del Sindaco costituiscano la naturale conseguenza di comportamenti della maggioranza non sempre coerenti e conformi con i principi di impegno e di partecipazione che devono caratterizzare l’attività di chi spontaneamente ha deciso di mettersi al servizio della città scegliendo di rappresentarla nel più elevato ruolo istituzionale». Così si riparte, Marco Tedde prende atto della remissione dei suoi alleati e ritira le dimissioni.

17 febbraio 2011. La storia, spesso, politicamente parlando, si ripete. E così la città si ritrova a ri-vivere una stagione incerta. Elezioni si, elezioni no. Gli alleati scalciano e l'Udc (sempre più distante da Pdl e Berlusconi a Roma), a buon ragione considerando anche la forza che esprime in via Columbano (ben 5 consiglieri comunali), chiede un immediato riequilibrio dei rapporti di forza con la nomina di due nuovi assessori (che andrebbero a sommarsi a quello occupato dalla Salaris). E' un ultimatum, in mancanza di risposte si aprirebbe la crisi. La richiesta però, pare irricevibile, con alcuni consiglieri Pdl che nei corridoi parlerebbero di eccessiva attenzione alle potrone.

Dopo-Tedde, elezioni vicine. La fine anticipata del secondo mandato elettorale risuonerebbe, probabilmente, come una vera e propria sconfitta per la coalizione di governo cittadino. All'orizzonte, infatti, ci sono importanti punti programmatici che attendono risposte (primo fra tutti il sempre rinviato Piano Urbanistico Comunale che aspetta solo l'ingresso in aula). Si aprono così gli scenari al dopo-Tedde, con grande incertezza sulla composizione degli schieramenti (non è assolutamente scontato che Udc e Psd'Az confermino l'alleanza col Pdl ndr) e sui nomi più spendibili da presentare agli elettori.



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