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Red 19 febbraio 2011
Voto all'orizzonte | Sondaggio
Vota | L´Udc rischia di uscire dalla Maggioranza mandando sotto il centro-destra che avrebbe soli 14 voti su 30. Crisi alle porte. Centro-destra in bilico
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ALGHERO - Dopo l'emblematico caso di Olbia, vera roccaforte berlusconiana, dove il centro-destra e il Pdl è andato letteralmente in frantumi a causa delle contrapposizioni interne e degli assestamenti futuri in previsione del dopo-Berlusconi, è la volta di Oristano, Iglesias e Alghero appunto, dove è in corso un braccio di ferro dai risvolti tutt'altro che prevedibili.

E così il coordinatore regionale del Pdl Delogu ha convocato in tutta fretta un doppio incontro con i partiti di maggioranza in regione, per capire anche l'umore degli alleati, molti dei quali critici nei confronti di una politica regionale incapace di dare risposte concrete alla crisi che attanaglia l'Isola. Richiamati i Riformatori, che dopo avere incassato l'ok per la candidatura di Fantola a Cagliari cercano di tenere l'alleanza; il Psd'Az, che per bocca del leader Giacomo Sanna ha ufficialmente rifiutato imposizioni elettorali, andando a valutare caso per caso ipotetiche alleanze; e l'Udc, il partito certamente più distante. Già all'opposizione in Parlamento, i centristi valutano con attenzione la possibile uscita anche dalle amministrazioni locali.

Il caso Alghero. Marco Tedde rischia grosso, e dopo otto anni di politica aggressiva nei confronti degli alleati, oggi, a fine mandato ma senza la possibilità concreta di un seggio sicuro in Parlamento (non è scontato che il Governo non riesca a reggere e rimandi le elezioni) dovrà frettolosamente decidere se cedere alle pressanti richieste dell'Udc (che chiedono un riequilibrio dei rapporti di Giunta, anche in considerazione del rinnovato rapporto di forza consiliare) o esporsi in consiglio. Dove, senza i voti dei cinque consiglieri Udc, rischia addirittura la sfiducia (sarà da valutare anche la tenuta dell'opposizione).

Dopo-Tedde, elezioni vicine. La fine anticipata del secondo mandato elettorale risonerebbe, probabilmente, come una vera e propria sconfitta per la coalizione di governo cittadino. All'orizzonte, infatti, ci sono importanti punti programmatici che attendono risposte (primo fra tutti il sempre rinviato Piano Urbanistico Comunale che aspetta solo l'ingresso in aula). Si aprono così gli scenari al dopo-Tedde, con grande incertezza sulla composizione degli schieramenti (non è assolutamente scontato che Udc e Psd'Az confermino l'alleanza col Pdl ndr) e sui nomi più spendibili da presentare agli elettori.



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