ALGHERO - Continuano le tappe di avvicinamento per l'ingresso in aula del Piano Urbanistico Comunale della città di Alghero (la data più probabile pare slittata al 29 aprile), progetto che la città attende da più di un decennio e che lo stesso sindaco Tedde ha sempre inserito tra i punti più qualificanti delle dichiarazioni programmatiche dei due mandati. E con esso cresce la tensione soprattutto tra i partiti di maggioranza, dopo i forti malumori che accompagnano quast'ultima fase di amministrazione cittadina.
Commissione urbanistica. Questa mattina (venerdì) nuova riunione della Commissione urbanistica in Municipio (aggiornata per lunedì 11) dove non sono mancati i colpi di scena. Abbandono dell'aula da parte di tre membri della stessa commissione, Giorico (Psd'Az), Martinelli (Pdl) e Nicola Salvio, perchè ostacolati in sede di votazione di delibera da presunti vincoli parentali (il regolamento non ammette votazioni che interessino parenti fino al quarto grado). Spazio poi alle osservazioni pungenti di Calvia (Pd) e dell'ex Pdl Cecconello.
Scoppia la baraonda in Consiglio. «Una normale prassi democratica si è infranta ieri sera (mercoledì, ultima seduta del Consiglio comunale ndr) contro il muro eretto dal Presidente del Consiglio comunale sig. Antonello Muroni. A seguito della richiesta di inversione dell'Ordine del Giorno da parte del Consigliere Tanchis, finalizzata alla discussione e approvazione, prima della presentazione del Puc, del Piano di Utilizzo dei Litorali (PUL) e del Piano degli Accessi a Mare (PAM), e della formale domanda di votazione avanzata dal Consigliere Daga, su un argomento importante, forse non per tutti, è stata negata la fondamentale prerogativa del Consiglio: quella di esprimersi con voto».
Così, il segretario cittadino del Partito Democratico, Mario Salis, denuncia l'epilogo del
Consiglio di mercoledì, conclusosi tra le contestazioni dei consiglieri d'opposizione, all'indirizzo del Presidente Muroni e del Sindaco Tedde, in un clima divenuto infuocato in pochi minuti, tra un alternarsi di urla provenienti dai due opposti schieramenti. I due esponenti del Partito democratico, avrebbero richiesto l'inversione dell'ordine del giorno in nome «dell'autonomia del Consiglio sancita dal regolamento» che non prevederebbe l'obbligo di discutere di un odg alla presenza dell'assessore di riferimento. Al contrario, Muroni avrebbe sostenuto davanti ai presenti che l'assenza del delegato della Giunta non consentirebbe l'espletamento della pratica democratica.
«Il Sindaco e il Presidente del Consiglio - li accusa Salis - hanno più volte interrotto l'intervento dei richiedenti, ed in modo quasi rocambolesco è stata decretata la fine della seduta». «Un grave incidente diciamo procedurale» secondo il segretario che testimonierebbe ancora di più «il momento di crisi attraversato dalla giunta». «La percezione - conclude - è che le difficoltà palesate siano la dimostrazione che il tramonto si stia avvicinando e che l'arroganza dei numeri, tanto sbandierata dalla destra, faccia traballare la Giunta in carica».
La sensazione, infatti, è che l'Opposizione si sentisse forte nei numeri e auspicasse che il documento venisse approvato, grazie anche a qualche assenza dall'altra parte. D'altronde, l'aria che si respira da qualche tempo all'interno della Maggioranza Tedde non è quella di armonia e coesione del passato, in particolare tra i due principali partiti della coalizione, Pdl e Udc, a cui si aggiunge il Psd'Az. E dai banchi della minoranza non vogliono certo lasciarsi sfuggire l'occasione di imporre il proprio peso politico, anche in vista dell'importante discussione sul Piano Urbanistico Comunale.
Foto d'archivio