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Red 24 febbraio 2005
Difensore civico, proposte dei Riformatori Sardi per valorizzarne il ruolo
Pierpaolo Vargiu: «Uno strumento di tutela e di garanzia, come il difensore civico, non può essere cancellato con estrema superficialità»
Difensore civico, proposte dei Riformatori Sardi per valorizzarne il ruolo

CAGLIARI - «Un semplice articoletto di tre righe ed il Consiglio regionale avrebbe cancellato il difensore civico, uno strumento di garanzia per i cittadini, ottenuto dopo anni di lotte e di battaglie civili». Non usa mezzi termini Pierpaolo Vargiu, capogruppo de I Riformatori Sardi in Consiglio regionale, ripercorrendo, nel corso di una conferenza stampa, con i colleghi Sergio Pisano e Attilio Dedoni, la tormentata vicenda della "sospensione" dell'elezione del nuovo difensore civico della Sardegna. Una "sospensione" che, in realtà, si sarebbe trasformata nella concreta abolizione della figura del "difensore civico". Una decisione condivisa, ha detto Pierpaolo Vargiu anche da «colleghi capigruppo, forse troppo distratti perché incalzati dal ritmo frenetico dei lavori consiliari, che non si sono ben accorti di quello che avrebbero dovuto approvare».
Un rischio reale, che è stato evitato solamente perché tra sabato e lunedì i consiglieri de I Riformatori, che nella convocazione del Consiglio per martedì scorso avevano "trovato" come primo punto dell'ordine del giorno della tornata, l'esame della pl 104, la proposta di legge con la quale si sopprimevano numerosi articoli della legge istitutiva del difensore civico, hanno messo a punto dodici emendamenti, regolarmente presentati, annunciando preventivamente allo stesso "presidente del Consiglio ed agli altri capigruppo" che su quel provvedimento «erano decisi a portare avanti una serena, ma determinata battaglia di libertà».
Una normale operazione politica e non un tentativo di "ostruzionismo", sostiene Pierpaolo Vargiu, anche per riportare nei giusti binari la corretta dialettica politica.
«Per carità, tutto può essere messo in discussione» - aggiungono Vargiu, Pisano e Dedoni - «ma uno strumento di tutela, di garanzia come il difensore civico, auspicato insistentemente dall'Onu, previsto espressamente dalle norme Comunitarie, che stabiliscono addirittura la nomina di un "difensore civico nazionale" (l'Italia è l'unico Stato che si è dimenticato di attuare questa disposizione), non può essere cancellato con estrema superficialità. O forse si vuole dire che non è necessaria una figura di questo genere, perché non esiste alcun sopruso della burocrazia nei confronti dei cittadini?».
Nei prossimi sei mesi, quindi, sarà possibile predisporre una nuova legge sul difensore civico ed i Riformatori hanno anche indicato i punti qualificanti di questo provvedimento, sui quali si confronteranno con i rappresentanti delle altre forze politiche.
«C'è ancora molta strada da fare perché una figura di garanzia di questo tipo entri nella mentalità comune - hanno concluso i consiglieri de I Riformatori - tuttavia non è assolutamente pensabile abolire un istituto conquistato con lunghi anni di battaglie civili, con iniziative e rivendicazioni che hanno segnato la storia politica e la crescita culturale di molti di noi. Se le cose funzionano male, si modificano, ma le conquiste civili non si abbandonano e non si cancellano con tre righe».
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