|
Monica Caggiari
3 marzo 2005
Impegno verso i poveri, una cartolina per sollecitare i potenti del G8
Cinque anni fa nasceva, per volontà delle Nazioni Unite, l’accordo internazionale fra tutti i capi Stato e di governo “Target 2015: halving world poverty”. Ma il bilancio degli interventi concretizzati fa capire che è necessario affrontare con impegno maggiore e con azioni concrete, finalmente coerenti con gli impegni assunti, la grave situazione d’ingiustizia e disuguaglianza sociale
![]()
ALGHERO - Dimezzare la povertà assoluta e la fame nel mondo; assicurare l’istruzione elementare a tutti i bambini e bambine del mondo; promuovere la parità dei sessi; ridurre di 2/3 la mortalità dei bambini al di sotto dei 5 anni d’età; ridurre di 2/3 la mortalità materna; fermare e invertire il trend di diffusione di HIV/AIDS; assicurare la sostenibilità ambientale; sviluppare un partenariato globale per lo sviluppo. Questi, che possono sembrare gli obiettivi salienti di qualche associazione benefica o di qualche organizzazione umanitaria, in realtà sono gli obiettivi stabiliti nel settembre 2000 dai leader mondiali, durante il vertice del Millennio, svoltosi a New York sotto l’egida dell’ONU. Tutti i paesi dell’assemblea delle Nazioni unite avevano posto, allora, come scadenza per il raggiungimento di questi obiettivi l’anno 2015, denominando la campagna “Target 2015: halving world poverty”.
Dimezzare la povertà, sembrava, cinque anni fa, un obiettivo raggiungibile e lo slancio verso la solidarietà mondiale era forse corroborato dall’idea di dare un principio a tutto col nuovo millennio. Ma dall’ultimo Rapporto sullo Sviluppo Umano della Caritas Internationalis emerge, tuttavia, che ad oggi «solo 55 Paesi con il 23% della popolazione mondiale si avvicinano al perseguimento degli Obiettivi del Millennio, mentre ben 33 Paesi con il 26 % della popolazione mondiale sono molto lontani dal loro perseguimento». Il Rapporto sottolinea anche come la questione del debito del terzo mondo sia ancora oltremodo vincolante: «Ad oggi 30 Paesi del Sud del Mondo ancora spendono 4 volte di più, per pagare gli interessi del debito, di quanto investano per il potenziamento dei servizi sociali di base; inoltre l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo, a livello internazionale, non mobilita che 50 miliardi di dollari l’anno, mentre per attuare gli obiettivi di Target 2015 ne servono almeno il doppio». La situazione è apparsa, già a pochi anni di distanza dal vertice del 2000, molto difficile ed è per questo motivo che, dall’ottobre del 2004, Caritas italiana e FOCSIV (Federazione Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontario) hanno deciso di promuovere la “Campagna internazionale sugli obiettivi di Sviluppo del Millennio”, che a livello internazionale e promossa e coordinata da Caritas Internationalis e dal CIDSE. All’interno del forum Sociale Mondiale, svoltosi a Porto Alegre lo scorso gennaio, la delegazione italiana, della quale ha fatto parte don Lorenzo Piras, ha deciso di aderire all’iniziativa “Global Call for Action Against Poverty”, segnalata durante il grande incontro interreligioso e multi–culturale in Brasile. L’intento è quello di ribadire ai governi gli impegni assunti ufficialmente e, in alcuni casi, solennemente, nel 2000, chiedendo che nelle loro decisioni comincino seriamente a tener conto degli interessi e della voce dei più poveri, ad oggi ancora la maggioranza della popolazione umana. «Il 2005 –così don Lorenzo, nella sua veste di delegato regionale per la Pace e la Mondialità– offre tre grandi opportunità per mobilitare le forze politiche e le risorse finanziare. Infatti quest’anno si svolgeranno tre importanti eventi internazionali: a luglio ci sarà il G8 in Gran Bretagna; a settembre si riunirà l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che discuterà dello stato d’avanzamento degli Obiettivi del Millennio; a dicembre sarò la volta della Conferenza Ministeriale dell’organizzazione Mondiale del Commercio». Il sacerdote spiega anche che, per raggiungere e “pungolare” i potenti, saranno utilizzate delle cartoline, che saranno inviate al primo Ministro inglese, in qualità di rappresentante del Paese ospite del G8, e al Primo Ministro italiano. «Tutti sono invitati a spedire le cartoline, per ricordare ai Paesi più ricchi e industrializzati che nelle loro mani c’è la sorte di milioni di persone, che ancora muoiono di fame e non hanno accesso ai diritti più elementari, come sanità e istruzione». Per ulteriori informazioni sull’iniziativa, che coinvolge vari organismi della società civile, è possibile contattare il Centro di Educazione alla pace e alla Mondialità “padre Salvatore Carzedda”, Via XX Settembre 230, tel./fax: 079 98 80 68. |
|
|

