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Monica Caggiari 5 marzo 2005
Approvata la riqualifica del centro storico, rimane il disaccordo politico
L’assemblea civica di ieri, 4 marzo, era chiamata a deliberare il Progetto “Lo Quarter”, un piano di recupero architettonico e funzionale e di riorganizzazione della fruizione e accessibilità di alcune aree del centro storico di Alghero, comprendenti il complesso gesuitico del San Michele di Alghero, l’ex caserma Umberto 1°, cortile e pertinenze, l’edificio della Biblioteca comunale e il cortile della ex caserma dei carabinieri a ridosso delle mura
Approvata la riqualifica del centro storico, rimane il disaccordo politico

ALGHERO - L’intervento, illustrato dal sindaco Tedde all’apertura dei lavori, si propone di apportare, attraverso la valorizzazione della sfera culturale, delle modifiche che rendano la zona interessata un circuito fruibile per la sua valenza storico–culturale, artistica e turistica, con un occhio di riguardo per il recupero ambientale e per l’attività sociale. Infatti è prevista la creazione di spazi adibiti a servizi sociali d’eccellenza, ai quali s’affiancherà la creazione di luoghi destinati ai momenti d’aggregazione, per rendere il centro storico nuovamente, così Marco Tedde, “il cuore pulsante di Alghero”.
L’assessore Piras ha poi proseguito spiegando il lato più tecnico dell’intervento, nel quale è anche inserito il risanamento e la completa ristrutturazione dell’Ospedale Vecchio, mentre l’assessore alle finanze Caria, ha illustrato nel dettaglio le fonti economiche e la spesa prevista per questa riqualificazione. Il progetto risponde al bando della Regione Autonoma della Sardegna, rivolto alla promozione di progetti di qualità, così come definiti in attuazione al POR Sardegna 2000-2006 Asse V Misura 5.1”Politiche per le aree urbane” e alla “Riserva Aree Urbane” per la ripartizione delle risorse per interventi nelle aree sottoutilizzate per il periodo 2004-2007. Inoltre si aggiunge ad altri interventi di riqualificazione e prevede anche una variante al piano particolareggiato del centro storico La variante riguarda essenzialmente il mantenimento e la ricostruzione di alcuni manufatti annessi al cortile della ex caserma Umberto 1°, per l’Area del ex Collegio dei Gesuiti, e dei manufatti annessi all’ ex officina Comunale per l’Area del Mercato civico. Il P.P. vigente prevede, infatti, per tali edifici la demolizione ai fini di una complessiva riqualificazione ambientale. Le dimensioni complessive dell’intervento si sviluppano attorno a 4810 mq totali e prevedono un costo complessivo di 8.013.492,00 euro, che in buona parte dovrebbero arrivare dall’Unione Europea.
Fin qui i dati, ai quali si è aggiunta la dettagliata dissertazione del dirigente e referente per il progetto, dott. Masia. Quindi si è aperta la discussione; uno dei punti fondamentali sui quali si è incentrato il dibattito in aula ha riguardato le 14 famiglie che vivono all’interno del quartiere e per le quali il Comune prevede il trasferimento per acquisirne gli alloggi, non idonei secondo i rilevamenti comunali. Le famiglie dovrebbero essere trasferite in alloggi che la città di Alghero dovrebbe pagare con gli utili ricavati dalla dismissione di 155 ettari, donati all’amministrazione con vincolo ad uso sociale e situati in zona Català–Monte Mesu. I nuovi alloggi non sono tuttavia ancora stati identificati, ma dovrebbero essere reperiti nel mercato dell’usato abitativo.
I consiglieri di minoranza hanno così presentato 3 risoluzioni, segnalando al contempo l’insoddisfazione per non avere avuto modo di conoscere meglio e in un clima di concertazione il progetto. In primo luogo si chiedeva il mantenimento degli alloggi per queste 14 famiglie nel centro storico; quindi veniva fatta richiesta di inserire anche la copertura del mercato nel progetto e infine si faceva richiesta di adibire uno di questi nuovi locali all’utilizzo come scuola materna. Le proposte, in principio apparentemente condivise, sono state in fase di delibera, tutte respinte dalla maggioranza. Il dibattito che ha preceduto le votazioni, si è protratto fino a tarda sera e si è sviluppato, con toni non sempre pacati, attorno alle dichiarazioni di voto, che, come sottolineato dall’opposizione, si sarebbero adeguate all’accettazione o meno delle risoluzioni. In ogni caso è doveroso segnalare, che, per l’importanza e l’urgenza della delibera (la proposta per ottenere i finanziamenti regionali dovrà essere presentata entro l’otto marzo in Regione), i consiglieri d’opposizione hanno deciso di non votare contro e di garantire comunque il numero legale, astenendosi o votando a favore. A conti fatti ha prevalso il buon senso, dal sapore tuttavia amaro, almeno per la minoranza, che ha ravvisato nel comportamento del centro-destra ancora una volta un rifiuto dettato più dalla presa di posizione politica che non da reali differenze nella visione complessiva del progetto.
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