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S.A.
29 agosto 2011
Lotta alle povertà: appuntamento a Laconi
Sarà nelle campagne di Norbello, intorno al santuario dedicato a Sant’Ignazio da Laconi, la 22esima tappa di un cammino quasi decennale simboleggiato dalla Carta di Zuri, a favore dei diritti dei popoli

LACONI - Sarà nelle campagne di Norbello, intorno al santuario dedicato a Sant’Ignazio da Laconi, la 22esima tappa di un cammino quasi decennale inaugurato dalle organizzazioni sindacali e da numerose associazioni per dare concretezza e sostanza, almeno in Sardegna, alla lotta alla povertà, al riconoscimento dei diritti dei popoli, all’integrazione e inclusione sociale di ogni uomo, indipendentemente dalla sua razza, cultura e religione.
Domenica 4 settembre alle ore 9,30, delegazioni istituzionali e sindacali di sardi provenienti dai territori dell’isola, dove più forte si fanno sentire gli effetti della crisi economica e sociale, marceranno dal “Nuraghe Ruiu” (km.127,8 della “131”) fino al “novenario” di sant’Ignazio nel comune di Norbello. Accanto a loro le associazioni della Carta di Zuri, Cgil, Cisl, Uil, Coldiretti, Acli, Pastorale del lavoro, Consulta delle Associazioni del parco Geominerario, rappresentanti del mondo dell’informazione e della cultura. Significativa sarà la presenza di folte rappresentanze delle 43 comunità statali di immigrati che lavorano in Sardegna. Con loro una delegazione dei sardi emigrati all’estero in un abbraccio reale tra uomini che hanno abbattuto frontiere geografiche e anacronistiche barriere condannate dalla storia e dalla cultura.
Un’assise veramente ecumenica, simboleggiata da “sa bertula” ignaziana, che raccoglie e distribuisce il pane condiviso, animerà il convegno dal titolo “Guerra alla povertà, multiculturalismo e diritti dei popoli”. Parteciperanno, tra gli altri, il Ministro degli Esteri del Senegal, l’assessore regionale della Cultura, Sergio Milia, Franco Siddi (Segretario generale FNSI), monsignor Pietro Meloni (Vescovo emerito di Nuoro), rappresentanti degli Enti locali e della Fasi (Federazione emigrati sardi). Un segnale di coesione e unità proveniente dal basso per indicare alle istituzioni la rotta sicura per rafforzare l’autonomia della Sardegna e dare lavoro ai sardi, soprattutto ai giovani.
Nella foto: l'assessore regionale Sergio Milia
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