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S.A. 31 gennaio 2012
Ergastolano con tumore: «cure urgenti»
Giulio Cherchi, condannato all’ergastolo, chiede attraverso l´associazione “Socialismo Diritti Riforme” di ricevere le cure necessarie e i controlli periodici per il tumore alla prostata che lo affligge
Ergastolano con tumore: «cure urgenti»

CAGLIARI - «Ha un tumore alla prostata che lo tortura da alcuni anni. Gli oncologi della Clinica Universitaria di Sassari hanno provveduto mentre si trovava nella Casa Circondariale “San Sebastiano” a garantirgli radioterapia, Tac e scintigrafia. Da quando è stato trasferito nel carcere di Bad’e Carros di Nuoro, poco meno di un anno fa, sono però cessati i periodici controlli». Lo sostiene in una lettera indirizzata all’associazione “Socialismo Diritti Riforme” Giulio Cherchi, condannato all’ergastolo.

Nell'epistola il detenuto precisa che «i farmaci che gli permettono di convivere con il carcinoma inoltre non gli vengono somministrati con regolarità e nonostante la grave malattia è in una cella con altre cinque persone». L’uomo, che nonostante la grave malattia si è visto rigettare per due volte i domiciliari, chiede che gli vengano garantite le cure. «La salute – afferma Maria Grazia Caligaris – è un diritto costituzionale. Non può quindi essere negata a un cittadino seppure privato della libertà». «Appare inoltre singolare che la possibilità di curarsi sia particolarmente condizionata – sottolinea Caligaris – dalla tipologia della struttura penitenziaria e dal luogo in cui è ubicata. E’ accaduto infatti che mentre Giulio Cherchi si trovava privato della libertà a Sassari poteva fruire delle visite mediche e delle terapie mentre ciò non avviene da quando si trova al Bad’e Carros di Nuoro».

«Sarebbe opportuno – conclude la presidente di SDR – che la rinnovata attenzione da parte delle Istituzioni, in particolare del Governo di Mario Monti con il Ministro Paola Severino, e del Parlamento, ai diritti fondamentali dei cittadini che stanno espiando una pena non trascuri quanti loro malgrado sono ammalati gravemente e non possono superare una situazione così difficile se non sono garantiti in ogni struttura almeno i livelli minimi di assistenza». Giulio Cherchi, 61 anni, di Noragugume, è stato arrestato nel 2009 in una Clinica Universitaria di Sassari mentre era in attesa di una visita medica. Era latitante dal 2003 quando la sentenza di primo grado lo aveva condannato all'ergastolo con l’accusa di aver ucciso nel 1998 Francesco Corda nell’ambito della faida di Noragugume che tra il 1998 ed il 2000 provocò otto morti. Cherchi è stato individuato quale responsabile del delitto in base ad alcuni residui di polvere da sparo e per non avere fornito un alibi credibile.
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