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Red
21 marzo 2012
Supercarcere all´Asinara, tutti contro il Ministro
il vicepresidente del consiglio regionale, l´algherese Mario Bruno è schietto: Ministro Severino, l’Asinara ha già un altro presente

ALGHERO - «Il Ministro Severino può già chiudere anzitempo la riflessione sulla possibile riapertura del carcere dell'Asinara. Sappia infatti il Ministro che da anni è in corso una intensa attività della Conservatoria delle Coste, istituita nella scorsa legislatura, finalizzata a restituire all'Asinara la vocazione turistico-ambientale finora sottratta. Partono ora le attività programmate tra la stagione in corso e quella successiva: visite guidate e pedonalizzazione di Cala d’Oliva, ristorante specializzato nella preparazione di menù a km zero con i prodotti locali, albergo di 40 posti letto e albergo diffuso di 80 posti, ittiturismo per la valorizzazione del pescato locale».
Così il vicepresidente del consiglio regionale, l'algherese Mario Bruno. Non solo - ricorda l'esponente del Partito democratico - è in arrivo il concorso di progettazione internazionale per la realizzazione di un centro velico eco-sostenibile, del Centro Diving di Cala d’Oliva e di un centro di ricerca per la fauna marina. In fase avanzata anche il concorso per il recupero conservativo della stazione semaforica di Punta Scorno per la realizzazione di un osservatorio oceanografico internazionale.
«Sono inoltre previsti alcuni interventi di carattere spiccatamente culturale tra i quali l’apertura del centro di documentazione Falcone Borsellino a Cala d’Oliva ed del museo della storia del carcere dell’Asinara a Fornelli. La Conservatoria delle Coste gestisce inoltre la concessione del campo boe composto da 63 gavitelli. È in attività da anni una cooperativa di giovani che ha in gestione l'ostello proprio di fronte al bellissimo prato verde del Palazzo reale, sede del Parco Nazionale». «Mi sembrano tutti motivi più che validi per rispedire al mittente ogni proposta di riapertura anacronistica di carceri speciali nell'Isola: non è questo il futuro che vogliamo per l’Asinara», conclude Mario Bruno.
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