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Il Quotidiano di Alghero
15 aprile 2012
EDITORIALE | Trasparenza obbligata
L´editoriale di Alguer.it

"Carrocciopoli" è definizione fra le più azzeccate. Ma come avevano già previsto i più attenti commentatori di prima pagina, il contagio rischia di contaminare non solo i colpevoli ma anche gli innocenti della politica. Non può essere un caso infatti che anche ad Alghero una lista del Movimento Cinque Stelle si proponga al voto degli elettori. Diciamo la verità, forse tutti distratti dalle contese incrociate nel centro-destra, fra l’investitura di rango di Francesco Marinaro e la guerriglia urbana della Lista Tedde, nessuno si è accorto della candidata Giorgia Di Stefano. La ricerca di una soluzione politica, pensando che un accordo di non belligeranza fra i tre segretari della maggioranza ABC, non sembra più praticabile. Serve una risposta forte, capace di incidere nel giudizio dell’opinione pubblica. Secondo i sondaggi di Renato Mannheimer la fiducia nei partiti è scesa fino al 2 per cento, una cifra statisticamente possibile, inferiore alle persone che in Italia vivono della politica. Vuol dire che molti dei militanti sul territorio si votano contro.
E come dargli torto: accusati di corruzione, concussione, abuso di ufficio sono indagati o già condannati nell’ultima legislatura 90 parlamentari, (59 del Pdl, 13 del Pd e 8 dell'Udc). Ma fatto ancora più grave, per gli stessi reati, nello stesso periodo sono finiti nei faldoni delle inchieste della magistratura penale, 400 amministratori locali (110 del Pd e tutti gli altri del Pdl). Come ha scritto Massimo Giannini nell’editoriale di Repubblica venerdì scorso, se questi sono i numeri della casta «la democrazia liberale ha un problema enorme» che i partiti non sembrano avere la forza di risolvere. È per questo che noi pensiamo sia un’occasione cruciale costruire da subito le fondamenta perché il nuovo edificio della politica algherese nasca nel massimo della trasparenza di fronte all’opinione pubblica della città. Non dimentichiamo che il populismo mediatico di Berlusconi e il territorialismo becero di Bossi è nato proprio come reazione alla devastazione politica lasciata da Tangentopoli.
Un finanziamento dei partiti costruito con tale dispregio per le buone regole dell'amministrazione del denaro pubblico, non può che essere preda di personaggi del calibro di Belillo o Lusi. Due storie esemplari: se la carriera del leghista infatti, per non volerlo accusare di possedere il fisico del ruolo del manigoldo, lasciava prevedere gli esiti peggiori, dalla Tanzania alle complicità con la camorra, la carriera di Lusi, arrivato alla politica come capo dell’organizzazione degli scout, sembrava a prova di tentazioni delinquenziali. Ecco a cosa deve servire una buona legge di controllo della legalità. La trasparenza deve diventare un requisito necessario e non derogabile per chi voglia entrare nel gioco del potere politico. Ecco perché pensiamo di riproporre la campagna per chiedere ai quattro candidati di rendere pubblici i loro redditi. Sarebbe un gesto di responsabilità politica di così alto profilo da dare sicuramente un grande vantaggio a chi se ne facesse primo promotore. Anche perché adesso, quando si sarà ricomposto il lungo tiramolla per dare vita alla coalizione di centrodestra, pensiamo sia troppo rischioso per la Lista Tedde proporre un quinto candidato, i due schieramenti diventeranno simmetrici.
Da una parte Marinaro, con la Salaris a fare da alternativa per i molti scontenti, dall’altra parte Lubrano, con la grillina Di Stefano a fare da specchietto per tutti i dissidenti. Anche se il vantaggio acquisito in termini politici da Lubrano comincia a diventare rilevante. Le proposte della destra, e non può essere altrimenti, sono ancora ignote all’elettorato. Su quali punti Marinaro vuole differenziarsi da Lubrano? Quando si saprà sarà gia troppo tardi? La lettera di Mario Bruno sulle inadempienze verso Alghero della giunta Cappellacci, ripresa con grande risalto anche dagli opinionisti vicini al centrodestra, va letta come un manifesto politico su cui sarà basata la campagna elettorale del centrosinistra. Che dimostra una tenuta finora inconsueta nelle coalizioni di centrosinistra ad Alghero. Come abbiamo già riferito nella cronaca quotidiana di Alguer.it, «si va dal dramma sanità (col nuovo ospedale fermo al palo nonostante un passato finanziamento della giunta Soru) alla Sassari-Alghero, fino ai noti problemi del porto, all'incompiuto Palazzo dei Congressi, all'ex Cotonificio, Surigheddu, Mamuntanas, per finire con i grossi problemi economici in cui versa la Sogeaal e la scuola alberghiera, fino ai mancati finanziamenti della borgata di Fertilia».
Con lo stesso metro di giudizio abbiamo apprezzato la decisione di Francesco Rutelli di rilanciare una delle campagne ambientali lanciate da Alguer.it per la salvaguardia del Calich. Come abbiamo già riferito puntualmente in cronaca, «Rutelli chiede al Ministro dell’Ambiente, quali misure intende intraprendere per accertare il rispetto delle prescrizioni di impatto ambientale nella costruzione del depuratore di Alghero; bloccare ogni danno ambientale in atto nella laguna del Calich; proporre d'intesa con la Regione Sardegna, adeguate misure di bonifica ambientale in modo da assicurare la regolarità della prossima stagione balneare lungo il litorale di Alghero». Questi due esempi dimostrano che non tutte le campagne elettorali sono uguali. Con la convinzione che chi è capace di vincere con una buona campagna elettorale sarà poi costretto a governare con la stessa responsabilità.
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