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Stefano Idili
23 aprile 2005
Commozione per il filmato in onore del grande pugile algherese Tore Burruni
Un giovanissimo Gianni Minà con una serie di domande sviscera la vita del mitico pugile dall’ambiente della boxe a quello più intimo e familiare
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ALGHERO – Ha suscitato grande emozione il filmato su Tore Burruni proiettato presso l’Auditorium della Scuola Media della Pietraia a margine della cerimonia per l'intolazione del nuovo viale in suo onore. I figli, prima, e un visibilmente emozionato Carmelo Alfonso, poi, hanno introdotto alla platea, ricca di autorità locali, l’importante documentario. Nell’arco di circa mezz’ora viene raccontato il periodo dell’incontro di Burruni a Roma, dove il pugile sardo aveva conquistato il titolo mondiale dei pesi “mosca” contro il tailandese Pone Kingpetch. Il filmato, risalente al 1965, documenta anche i momenti più significativi della vita del campione. Un giovanissimo Gianni Minà con una serie di domande sviscera la vita del mitico pugile dall’ambiente della boxe a quello più intimo e familiare. Il giornalista e la telecamera indugiano sul maestro Francesco Mulas, sulla giovane moglie, sul figlio maggiore (nelle riprese appena bambino), e poi sui moltissimi visi, dai giovani agli anziani, che non nascondono l’incredibile felicità e gratificazione per un algherese che si è fatto conoscere in tutto il mondo per le sue qualità e le sue imprese. Questo sentimento di gioia, misto a rivalsa, esplode nella scena finale quando un emozionato Tore Burruni arrivando in aereo, atterra all’aeroporto della sua città e, dopo il trionfo di Roma, viene accolto da migliaia di algheresi festanti ed in preda all’esaltazione. Per un uomo, un piccolo grande uomo, che ha reso Alghero da piccola a grande.
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