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Luigi Coppola 11 maggio 2005
Il ballottaggio deciderà il nuovo sindaco di Portotorres
In testa Luciano Mura candidato dell’Unione centrosinistra sardista. Tonino Tanda leader della coalizione di centro incalza distaccato di dieci punti. Si profila una sfida all’ultimo spoglio. Decisivi i voti della giunta uscente e l’exploit UDEUR, secondo partito cittadino
Il ballottaggio deciderà il nuovo sindaco di Portotorres

PORTOTORRES – Parziale punteggio rispettato nelle previsioni a Portotorres. Sarà il turno di ballottaggio a sancire il nuovo sindaco che sostituirà Gilda Usai Cermelli, estromessa dalle sue funzioni con oltre un anno d’anticipo rispetto al naturale mandato legislativo, che ha raccolto poco più del 24% del consenso cittadino, alla guida della coalizione CDL. Sarà Tonino Tanda imprenditore locale, per la prima volta cimentatosi nell’arena politica a contendere la poltrona di primo cittadino della giunta comunale turritana. Per riuscirvi dovrà recuperare dieci punti percentuali, tanta è la distanza che lo separa dal vincitore del primo turno, Luciano Mura. L’esponente dell’Unione centrosinistra sardista con circa 5500 adesioni a suo favore si è fermato al 42%. Non è semplice prevedere il verdetto dell’urna del 22-23 maggio. Se è vero che in politica contano i numeri non sempre l’aritmetica quadra il risultato d’alleanze o accordi dell’ultima ora. Se è ragionevole pensare che l’amministrazione uscente, fortemente ridimensionata dal risultato del primo turno (Forza Italia con meno di settecento preferenze, scende sotto il 6%), non appoggerà ufficialmente il suo avversario, sarebbe semplicistico sommare il quorum perdente a favore del candidato di centro. Altro dato interessante sarà il peso di Alleanza Popolare-UDEUR che portando in dote 1743 voti con il 13,41%, costituisce il secondo partito cittadino a ridosso dei DS (14% con 1820 preferenze di lista). Proprio questa compagine centrista che nella competizione per le provinciali ha sbaragliato un plebiscito di consensi per il suo leader Enrico Piras (oltre 4000 i voti totalizzati), partecipando fortemente al successo del centrosinistra sardista, in città corre in un cartello di centro, apprestandosi allo sprint finale fratricida del ballottaggio, contro l’alleato provinciale. Mentre la politica segue i suoi percorsi d’alleanze, compromessi, scollature ed invenzioni bizzarre utili alla cattura del voto, la città ristagna in un quadro che non necessità altre scritture di programmi. Ciò che resta del polo industriale che continua quotidianamente a perdere colpi e crescere solo nell’aumento di esuberi nei livelli occupazionali, le infrastrutture (porto, ferrovia e raccordi stradali) che non sono mutate gran che rispetto al maggio 2001, l’emigrazione giovanile e la bassa natalità derivante, l’Asinara, il recupero dei beni archeologici, ambientali, l’erosione costiera: tutti argomenti ad alta priorità sul tavolo della nuova giunta che sarà. Il dato elettorale ha espresso ancora forte desiderio di cambiare, di tentare l’ennesima svolta. Valutazioni fatte anche nell’ultima tornata amministrativa, quattro anni or sono. In quell’occasione 92 voti avevano fatto la differenza. Nella recidiva dei ricorsi storici un contributo determinante potrebbe giungere dal partito dell’astensionismo, sempre in crescita nelle ultime consultazioni di vario tipo. Sono oltre 3500 i cittadini rimasti a casa al primo turno. Anche loro potrebbero invertire strada.



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