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Alguer.itnotiziealgheroPoliticaElezioni › E’ una rivolta contro il "Berlusconismo"
Antonio Sini 12 maggio 2005
E’ una rivolta contro il "Berlusconismo"
I risultati elettorali di questi giorni sono la conferma che tanta gente ha voltato le spalle a chi si proponeva come “nuovo”.
E’ una rivolta contro il

ALGHERO - Il risultato delle elezioni amministrative premia il centro-sinistra. Molti pronosticavano una ribellione contro Renato Soru, esprimevano giudizi catastrofici, invece è stato un bis, dopo 10 mesi di governo, con dati numerici molto soddisfacenti. Nelle province e nei Comuni le forze progressiste e sardiste hanno vinto con percentuali eclatanti. Ma come si può dare una risposta plausibile a una sconfitta di così ampie proporzioni per il centro-destra? Non ci riescono neanche gli addetti ai lavori, che in casa loro non riescono a fare un’analisi che non sia mera retorica. Ad Alghero la Giunta di Marco Tedde, centro-destra, non si credeva dovesse patire tanto, una sconfitta che ha lasciato tutti attoniti. Qualcuno della C.d.L ha detto: «ma come è possibile se stiamo lavorando bene, e stiamo dando alla città un volto nuovo?». Potrebbe anche essere così, diciamo noi, ma qua la gente è pervasa da un moto di ribellione che ormai è inarrestabile. La lotta al centro-destra si sta montando indipendentemente dalle persone che lo compongono, è una battaglia al “Berlusconismo”, al caro vita, alle difficoltà di molti, forse troppi, che dal Governo non hanno ricevuto grandi benefici, così come promesso in campagna elettorale. Quando si mette in moto un movimento di così grandi proporzioni, antigovernativo, il voto non deve essere letto solo in chiave locale, “sminuirlo”, così come si è fatto nei giorni scorsi dalla C.d.L. La gente comincia a voltare le spalle al simbolo del rinnovamento che non c’è stato. E allora la battaglia si sposta, per ora, interessando regioni, province e comuni, domani l’Italia intera. Forza Italia e i suoi alleati perdono consensi, a vantaggio di tutto il centro-sinistra, un vero voto di ribellione a una situazione economica di grande crisi, dove il ceto medio, una volta volano dell’economia, è schiacciato verso la soglia della povertà. I “ mono reddito” che fino a qualche anno fa vivevano con dignità, oggi si trovano a fare i conti con “la crisi della quarta settimana”, che non è una frase fatta, è una triste realtà, suffragata da dati statistici. Salari e stipendi polverizzati dall’inflazione reale, che non è sicuramente quella che propone l’Istat, con un paniere anacronistico, forse sorpassato. I contratti dei dipendenti pubblici e privati sono “inchiodati” da troppo tempo, non viene restituito il drenaggio fiscale, e c’è l’incapacità di trovare risorse, dilapidate in una corsa continua verso la riduzione delle tasse, a favore di chi le tasse è riuscito quasi sempre ad evaderle. La devoluzione presentata come la salvezza per il paese “terrorizza” il 62% degli italiani. Non c’è da sorprendersi più di tanto allora se il paese si è ribellato, bocciando in blocco la politica del centro destra. Non gli uomini, si badi bene, ma il Berlusconismo che comincia ad angosciare. Se la politica saprà rinnovarsi in fretta, mettendo da parte narcisisti, e super ego dotati, forse nel futuro prossimo l’alternanza è garantita. Il popolo boccerà inequivocabilmente chi ha gestito male la cosa pubblica, ma non meravigliamoci, questa volta è toccato al centro destra, così come era toccato ancor prima al centro sinistra, la prossima volta nulla è scontato, è indiscutibile che di rendita non vivrà più nessuno, a dirlo sono i fatti. E per ora l’onda lunga continua, è uno tsunami che non arriva improvviso.

Nella foto: Silvio Berlusconi



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