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Stefano Idili
3 giugno 2005
Conti della Regione in rosso per l’inadempienza dello Stato
Senza certezza sulle entrate, «senza una reale autonomia finanziaria, non si può avere una reale autonomia politica», hanno concordato i consiglieri regionali

CAGLIARI - Se lo Stato avesse onorato i suoi impegni nei confronti della Sardegna, i conti regionali non sarebbero “disperatamente” in rosso, come invece sono. Questa la conclusione alla quale sono giunti i componenti la commissione Bilancio e Programmazione economica, presieduta da Eliseo Secci, al termine della odierna “audizione” del presidente della Regione, un incontro chiesto e voluto proprio per rendersi conto di come stanno andando le “rivendicazioni” nei confronti dello Stato sull’attuazione dell’articolo 8 dello Statuto speciale della Sardegna, quello sul gettito tributario da “trasferire alle casse regionali”. Senza certezza sulle entrate, «senza una reale autonomia finanziaria, non si può avere una reale autonomia politica», hanno concordato i consiglieri regionali presenti all’audizione, manifestando esplicitamente il loro consenso alle iniziative che il presidente Soru ha avviato, confermando la validità delle “rivendicazioni” del recente passato, che non hanno portato però a grandi “risultati concreti”.
«E’ necessaria, quindi, una grande mobilitazione della società sarda», hanno concordato il presidente della Regione e la commissione Programmazione economica. Una grande mobilitazione della classe politica, delle forze sociali, di tutta la società sarda per ottenere dal Governo «quanto previsto dalla legge». Una grande, partecipata iniziativa, con alla testa il presidente della Regione, la Giunta, il Consiglio «tre autorevoli organi della stessa Istituzione», che sicuramente avrà successo, come lo hanno avuto le altre «grandi iniziative politiche unitarie», quelle che hanno portato ai piani di rinascita, agli interventi straordinari a sostegno dei diversi settori produttivi isolani.
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