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S.A.
10 luglio 2013
Dottoranda sassarese premiata a Siena
Nella Conferenza internazionale “Sustainable Development Solution for the Mediterranean Region”, ospitata dall’Università degli Studi di Siena dal 3 al 5 luglio, è stata premiata Matilde Schirru
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SASSARI - L’Università degli Studi di Sassari ha giocato un ruolo da protagonista durante la prima Conferenza internazionale “Sustainable Development Solution for the Mediterranean Region”, ospitata dall’Università degli Studi di Siena dal 3 al 5 luglio. L’evento si colloca all’interno delle iniziative promosse dal Centro Regionale del Network per il Mediterraneo (Med-Sdsn), di cui l’Ateneo senese è coordinatore, in seno allo United Nations Sustainable Development Solutions Network (Un-Sdsn). Al progetto ha partecipato attivamente anche l’Unione delle Università del Mediterraneo (Unimed) — una associazione di Atenei dei Paesi del bacino del Mediterraneo che operano sinergicamente per la promozione della ricerca universitaria, della formazione e dello sviluppo sostenibile nel Mediterraneo. Anche l’Università degli Studi di Sassari è entrata a far parte di Unimed, in seguito all’adesione siglata dal Prorettore alla Ricerca e trasferimento tecnologico Donatella Spano.
Durante la conferenza Matilde Schirru, dottoranda del Dipartimento di Scienze della Natura e del Territorio dell’Università degli Studi di Sassari diretto da Sandro Dettori, ha ricevuto un importante riconoscimento per la sua “soluzione” dal titolo “Voluntary market for natural capital in Sardinia. Payments for certified Ecosystem Services between public sellers and private buyer by the Grighine Forest” (“Mercato volontario per la conservazione del Capitale Naturale, ipotesi di applicazione in Sardegna. Il meccanismo dei Pagamenti per Servizi Ecosistemici per foreste Certificate tra public sellers e private buyers. Possibili scenari per il Monte Grighine, Oristano”). La proposta di Matilde Schirru è stata selezionata tra le più interessanti (su un totale di 38) ed è volta, nell’ambito della tutela delle risorse naturali, ad incentivare un mercato per i servizi ecosistemici offerti dal bosco demaniale, grazie al coinvolgimento delle comunità locali e degli stakeholders (portatori di interesse) “a valle” del Monte Grighine. In particolare, i servizi individuati riguardano la fissazione di carbonio nella biomassa forestale, l’assicurazione della qualità delle acque, la conservazione della biodiversità e il valore ricreativo. Attori principali all’interno di questo progetto sarebbero l’Ente foreste regionale — al quale le comunità proprietarie dei boschi del Grighine hanno affidato la gestione degli stessi — in qualità di “sellers” (venditori) e i “buyers” (acquirenti), provenienti dalla vicina pianura campidanese, in quanto fruitori diretti dei servizi ecosistemici (ad esempio le risorse idriche volte all’impiego nei processi di produzione agricola e industriale). «L’ipotesi, che ha utilizzato come scenario il bosco del Grighine e le pianure del Campidano, può in realtà rappresentare un modello estendibile al più ampio contesto mediterraneo: la creazione di mercati volontari per la conservazione delle foreste può infatti configurarsi come azione concreta per la tutela delle risorse naturali attraverso l’adozione di buone pratiche di gestione, la lotta al cambiamento climatico e agli incendi, così come una chance per lo sviluppo e la remunerazione di pratiche sostenibili a supporto di comunità svantaggiate e alla riduzione dei fenomeni di ingiustizia sociale», spiega Matilde Schirru. Oltre a Jeffrey D. Sachs, Direttore dell’Un-Sdsn, alla giornata inaugurale hanno partecipato anche il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza e Corrado Clini, ex Ministro dell’Ambiente e, attualmente, Direttore Generale per lo sviluppo sostenibile, il clima e l’energia, del Ministero dell’Ambiente. L’evento si è concluso il 5 luglio con la presentazione di tre “soluzioni” proposte da ricercatori internazionali. Nella foto: il Prorettore alla Ricerca e trasferimento tecnologico, Donatella Spano |
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