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M.C.
23 dicembre 2013
Il ricordo dell'alluvione nel presepe della Brigata Sassari
All'interno della Caserma Gonzaga i militari della Brigata Sassari hanno realizzato un presepe che ricorda i giorni dell'alluvione
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SASSARI - È trascorso poco più di un mese dall’alluvione del 18 novembre ma l’impegno e i ricordi sono sempre vivi. A testimoniarlo anche la Brigata Sassari, che parte integrante della macchina di aiuti, è intervenuta sul campo per dare il proprio contributo. Un ricordo vivo emerso anche nel presepe di Natale realizzato dai sassarini all’interno della caserma Gonzaga: sotto una tenda che rappresenta la precarietà vissuta da chi ha perso la propria casa, non ci sono personaggi esterni ma solo la Madonna, Giuseppe e Gesù.
Vicino a loro due cartelli stradali sporchi di fango e una pala; elementi che richiamano quei giorni, una tragedia che ha portato via 17 persone, di cui due bambini. Un duro colpo per un territorio che ha deciso di non arrendersi e rialzarsi per lottare e ricostruire la propria storia. «Quest’anno il presepe ha un messaggio: l'unità, dobbiamo essere uniti con la forza e con lo spirito» ha detto il cappellano militare padre Mariano Asunis. «Maria rappresenta le donne, Giuseppe gli uomini e Gesù i bambini. Non sono arrivati gli angeli dal cielo ma dalla terra sono giunti gli angeli del fango» ha continuato padre Mariano. «I due cartelli stradali sporchi di terra ci pongono delle domande: l’inferno di cui parliamo è solo quello dell’aldilà o anche quello che in questa vita è stato creato dai favoritismi, dagli interessi propri? Domande a cui bisogna rispondere». Nel corso della presentazione del presepe, la Brigata Sassari ha fornito anche i dati relativi alle operazioni svolte dai militari nei giorni dopo l'alluvione: i mezzi militari hanno percorso oltre 14 mila chilometri per un totale di 1050 ore alla guida delle macchine movimento terra. Sono stati trasferiti 1600 metri cubi di rifiuti ingombranti e 3200 metri cubi di macerie/detriti nelle discariche. I militari hanno rimosso anche 6000 metri cubi di acqua tra strutture e case; sono stati inoltre trasportati tra i vari centri di raccolta o distribuiti porta a porta, 6000 quintali di aiuti umanitari, tra cui cibo, indumenti e coperte e sono stati trasportati e distribuiti alla popolazione 500 pasti caldi. Numerose anche le attività di sgombero manuale delle macerie presenti sulle sedi stradali. |
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