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Michele Cocchiarella
7 marzo 2014
Sassari, in aumento il numero dei poveri
Cresce il numero delle persone che vivono in condizioni di povertà. Nel 2013 la Casa della fraterna solidarietà ha consegnato 155 mila pasti
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SASSARI - Li chiamano gli invisibili, i nuovi poveri, le persone costrette dalla crisi economica di questi anni a vivere la loro vita nella povertà, lontano da quelle certezze che in un recente passato trovavano riparo in un lavoro e in una casa. Scelgono di stare nell’ombra, perché spesso non è facile essere catapultati in un nuovo mondo in cui si è costretti a chiedere un aiuto per andare avanti. È la fotografia di una città trasformata in cui ai poveri di sempre si aggiunge un fenomeno di cui ancora si conosce poco ma che è sotto gli occhi di tutti. A rendere il quadro più ampio è Aldo Meloni, presidente della Casa della fraterna solidarietà, che insieme al volontario Massimo Pintus ha incontrato la quinta commissione consiliare presieduta da Sergio Scavio.
«La povertà sommersa, quella dei nuovi poveri, è un problema» spiega Pintus. «È difficile raggiungerli, non vengono allo scoperto ma sappiamo che a Sassari sono sempre di più». Numeri in crescita che si sommano alle tante persone che ogni giorno si recano nelle strutture di via Rolando per ritirare un pasto e chiedere un aiuto. Nata otto anni fa, la Casa della fraterna solidarietà ha consegnato solo lo scorso anno 155 mila sacchetti di cibo. Ed è anche grazie al lavoro dei 50 volontari che ogni giorno vengono aiutate circa 500 persone, e il 95 per cento, precisa Meloni, sono cittadini sassaresi. Nel 2013 sono stati distribuiti oltre 100mila capi di abbigliamento, scarpe comprese, e in due anni e mezzo, grazie al lavoro gratuito di dentisti e odontotecnici, sono state consegnate circa 500 dentiere per un valore che supera un milione di euro. Una macchina sempre accesa quella della solidarietà che a Sassari si muove anche con altre associazioni che si occupano di aiutare i più deboli. Una struttura ben organizzata quella della “Casa” di Aldo Meloni che nel corso degli anni è riuscita a disporre al suo interno di diversi ambulatori e nelle sue attività ha coinvolto professionisti tra cui medici e avvocati; con l’aiuto di queste figure vengano tutelati i diritti delle persone in difficoltà che non potrebbero sostenere determinati costi. Ma sono ancora tante le difficoltà per chi ogni giorno aiuta i poveri; tra le mura da scavalcare si trova una burocrazia lenta e la necessità di fondi. A sottolinearlo è lo stesso Meloni che tra gli altri problemi evidenzia la necessità di nuove piccole strutture a costo zero: «All’Ecocentro comunale vengono portati diversi oggetti come culle, letti, mobili, che per norma devono essere distrutti. Chiediamo che venga creato un centro di riutilizzo in modo tale che questi oggetti possano essere forniti a chi non può acquistarli». O ancora il riutilizzo di strutture abbandonate che a Sassari giacciono nel dimenticatoio di tanti ma non di chi vede in un nuovo uso una speranza per molti. Attività, problematiche e suggerimenti sono state ascoltate dalla quinta commissione che anche in seguito agli incontri svolti con altre realtà del settore ha come obbiettivo la predisposizione di un documento da consegnare all’esecutivo in cui verranno evidenziati i punti da affrontare. |
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