|
Pierpaola Pisanu
10 dicembre 2005
Revisioni dei canoni accordati alla Slia Gavino Ruiu si rivolge alla magistratura
Il problema delle revisioni dei canoni accordati alla Slia, arriva in Procura e alla Corte dei Conti, oggetto di un esposto firmato dal presidente di Uniti per il Riformismo Gavino Ruiu

ALGHERO - Il problema delle revisioni dei canoni accordati alla Slia, arriva in Procura e alla Corte dei Conti, oggetto di un esposto firmato dal presidente di Uniti per il Riformismo Gavino Ruiu. Più volte il movimento politico cittadino aderente alla Margherita ha sollevato la questione sulla presunta illegittimità di alcuni aumenti concessi durante l’amministrazione Sechi, alla società titolare del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani. In data 31 gennaio 1997, l’allora giunta in carica, aveva riconosciuto la validità della richiesta di revisione avanzata dalla Slia e aveva disposto l’aumento del canone annuo di oltre 500 milioni di vecchie lire iva esclusa. Gavino Ruiu sostiene che sono state disposte ulteriori revisioni sino al 1998. Quando subentra l’esecutivo guidato da Tonino Baldino, Ruiu in veste di consigliere comunale di maggioranza, insieme all’assessore all’ecologia Nina Ansini, espressione dello stesso gruppo politico, aveva sollevato il problema della verifica tecnico-giuridica degli aumenti accordati. Venne incaricato di fare gli accertamenti Dino Foresto, direttore dell’azienda municipalizzata igiene urbana del comune di Alessandria. «L’esperto – ricorda Ruiu – aveva concluso la sua relazione con la tesi della consapevolezza della Slia del fatto che quelle somme non fossero dovute e ciò nonostante, avesse approfittato dell’errore che, in buona fede, la pubblica amministrazione aveva commesso». Il 18 maggio 2001 la giunta Baldino aveva incaricato un legale per attivare un contenzioso con la società Slia «ma ancora oggi – protesta il presidente di Uniti per il Riformismo – nessuna azione legale è stata intrapresa». «Inoltre il canone annuo riconosciuto alla Slia nel rinnovo triennale fatto dalla giunta Tedde, tralasciando di considerare l’avvenuto ammortamento di gran parte dei mezzi e attrezzature, e l’utilizzo dell’istituto della proroga, sono aspetti gravi che non possono essere ulteriormente elusi - afferma Gavino Ruiu – e in un ruolo di supplenza alla politica, mi sono rivolto alla magistratura».
Nella foto Gavino Ruiu
|