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Antonio Burruni
3 aprile 2006
DS: «No alla privatizzazione della sanità»
I Democratici di Sinistra hanno analizzato uno dei temi cardine del programma del centro sinistra, durante un incontro che si è svolto sabato scorso

ALGHERO - Equità, solidarietà, universalità ed umanità. Sono questi i valori richiamati più volte dai rappresentati del centro sinistra che sono intervenuti sabato scorso alla conferenza sul tema della sanità, organizzata dai Democratici Sinistra Federalista sarda nella sede Ds di via Mazzini. E´ la prima delle riunioni a tema organizzate nella sala riunioni “Luigi Polano”. La prossima, sull’argomento scuola, si terrà il sette aprile prossimo. Molti i politici locali e provinciali, che hanno arricchito il parterre. A fare da anfitrione ci ha pensato il segretario cittadino del partito Ennio Asuni, che ha aperto l’incontro, spiegando la divisione dei settori della vita civile in dipartimenti di studio, ed ha poi introdotto i successivi interventi. Ha preso subito la parola Stefano Campus, che ha subito chiarito che la sanità è un punto fondamentale del programma di una coalizione che vuole governare un Paese, perché caratterizza l’operato di un governo. Si è detto apertamente contrario al tentativo di smantellare la base della sanità cercando di privatizzare il servizio pubblico sanitario da parte del governo uscente, e contrario anche alla modifica del Titolo V della Costituzione, che porterebbe alla differenziazione per regioni, con l’aumento del dislivello tra territori ricchi e poveri. Ha inoltre annunciato che sta per essere approvato un nuovo piano regionale sanitario. Il secondo intervento ha visto protagonista Lucia Dore, candidata Ds al Senato, scagliarsi contro la mercificazione della sanità. Ha denunciato una mancanza di investimenti da parte del governo, i debiti strutturali della regione e l’aumento del gap tra nord e sud dal punto di vista strutturale e tecnologico, accusando il centro-destra di aver bloccato tutte le politiche di assistenza. Per lei è fondamentale dare preferenza ai servizi per le famiglie, piuttosto che alle entrate monetarie. Bisogna incoraggiare la ricerca biomedica e fare un piano straordinario per le fasce più deboli. Per lei è fondamentale una battaglia di idee, diritti e valori. «La parola d’ordine in campo sanitario, dev’essere soprattutto “Prevenzione”», ha detto. E’ stata poi la volta degli interventi di alcuni medici che svolgono la loro attività in diversi reparti, che hanno portato le loro esperienze dirette. Allarmante il dato espresso dall’oncologo Vittorio Trova. In Sardegna ci sono 5 unità oncologiche a Cagliari e nessuna nel resto dell’isola. Il successivo intervento del consigliere regionale Silvio Lai ha segnalato l’immobilismo della Sardegna mentre il resto del mondo progrediva, ed i ritardi prodotti dal precedente governo regionale. A chiudere la serata, prendendo la parola dal deputato uscente Francesco Carboni, è stato il presidente del consiglio regionale Giacomo Spissu, con un intervento che ha puntato sulla voglia di risanare i conti della sanità e sulla riqualificazione del settore. Per Spissu è fondamentale riuscire a curare i sardi nella propria terra. La chiusura della campagna elettorale avverrà in un doppio appuntamento, domani all’Hotel Catalunya e dopodomani 5 aprile nella sala di San Francesco, sempre alle 19,00.
nella foto Stefano Campus
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