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Cor 18 maggio 2006
Centoundici milioni di euro per i servizi sociali
Rispetto allo scorso anno, la Regione ha aumentato le risorse per le politiche sociali del due per cento, a fronte di un taglio del cinquanta per cento del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali attuato dal Governo Berlusconi
Centoundici milioni di euro per i servizi sociali

CAGLIARI - Centoundici milioni di euro per assicurare i servizi sociali di tutti i Comuni dell’isola per il 2006. Li ha stanziati stamattina la Giunta Soru, adottando in via definitiva una delibera proposta dall’assessore regionale Nerina Dirindin e che aveva ricevuto il via libera dalla Commissione Sanità del Consiglio regionale lo scorso 9 maggio. Rispetto allo scorso anno, la Regione ha aumentato le risorse per le politiche sociali del due per cento, a fronte di un taglio del cinquanta per cento del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali attuato dal Governo Berlusconi.

La delibera riequilibra anche la destinazione dei fondi, adottando criteri che tengono conto non solo della spesa storica (come di fatto avviene dall’inizio degli anni ’90), ma anche delle specifiche necessità delle popolazioni dei singoli Comuni. «Per anni c’è stato un grave squilibrio nella ripartizione delle risorse tra le diverse aree territoriali», spiega Dirindin. «La nuova legge sui servizi alla persona, recentemente approvata, ci consente ora di dare avvio ad una nuova fase di programmazione e ad una ripartizione di fondi più equa. Il 2006 sarà dunque un anno di transizione verso la completa attuazione del nuovo modello di welfare», conclude l’assessore, «che dal prossimo anno prevederà, sempre sulla base della nuova legge, la definizione di nuovi e più puntuali criteri di riparto».

La delibera fissa a 54 euro pro capite la quota minima garantita ai residenti di tutti i Comuni, già innalzata a 50 euro lo scorso anno. Il progressivo aumento delle risorse destinate ai Comuni consentirà in futuro di riequilibrare ulteriormente l’alta variabilità ancora esistente tra le singole amministrazioni. La delibera inoltre introduce un criterio di salvaguardia per i Comuni più piccoli nei quali è più accentuato il fenomeno dello spopolamento e del disagio territoriale. Su indicazione della Commissione Sanità, sono stati inoltre stanziati quasi 36 mila euro in più per i Comuni delle isole della Sardegna.

Consapevole della necessità di una transizione graduale, la Giunta ha adottato nella delibera criteri di riparto che non penalizzano i Comuni beneficiati negli anni scorsi da maggiori trasferimenti. L’ottanta per cento dei fondi (pari a 88 milioni 700 mila euro) è stato dunque ripartito tra i Comuni sulla base degli importi trasferiti nel 2005. Il restante 20 per cento (pari a poco più di 22 milioni di euro) è stato invece distribuito sulla base di precisi criteri demografici, riguardanti la popolazione residente, le percentuali di minori, anziani, famiglie numerose e indigenti presenti nel territorio.

Per i Comuni di piccole dimensioni (con meno di mille abitanti) è stata destinata una quota di salvaguardia pari a 162 mila euro, in modo che la transizione verso un nuovo sistema di finanziamento non rischi di penalizzarli.

I 111 milioni di euro stanziati oggi dalla Giunta Soru non esauriscono lo stanziamento della Regione per i servizi alla persona. Ai Comuni vengono garantite ulteriori risorse che porteranno la spesa per le politiche sociali della Regione Sardegna ad incrementarsi notevolmente rispetto all’anno precedente. Al riparto si aggiungono infatti le risorse che verranno successivamente distribuite per i piani personalizzati di sostegno in favore delle persone con disabilità grave (quasi 29 milioni di euro), quelle destinate all’erogazione di provvidenze a favore di persone con particolari patologie (stimate complessivamente in 36 milioni di euro), le risorse per gli interventi straordinari e urgenti (due milioni e mezzo di euro), i progetti innovativi e quelli destinati alla salute mentale, le risorse per l’Assistenza Domiciliare Integrata (8 milioni di euro), quelle proposte con il progetto “Ritornare a casa” (5 milioni) e infine quelle relative all’inclusione sociale (un milione 200 mila euro).

Nella foto Renato Soru
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