Alguer.it
Notizie    Video    Alguer.cat   
NOTIZIE
SardegnaTurismo Alguer.it su YouTube Alguer.it su Facebook
Alguer.itnotiziealgheroCronacaCoste › Troppa posidonia e pochi servizi. Aziende nautiche alzano la voce
S.A. 18:45
Troppa posidonia e pochi servizi
Aziende nautiche alzano la voce
I cumuli di posidonia che limitano l´operatività nel primo tratto di San Giovanni e l´assenza di servizi e programmazione: sei aziende di noleggio e escursioni puntano il dito contro l´Amministrazione comunale
Troppa posidonia e pochi servizi. Aziende nautiche alzano la voce

ALGHERO - «Siamo giovani imprenditori nautici attivi sul territorio dal 2010. Dopo anni di lavoro nel settore della locazione di gommoni, del noleggio e delle escursioni in barca, nel 2023 uno di noi ha realizzato un campo boe a servizio di tutte le nostre aziende e della città, nato per rispondere alla cronica carenza di posti barca nel porto di Alghero sopratutto per le attività del turismo nautico che da anni soffrono per questo problema. Un progetto costruito con sacrificio, importanti investimenti in studi tecnici di geometri, ingegneri, biologi e geologi, e una visione chiara: restituire valore a un’area inutilizzata da anni, a ridosso del molo di sottoflutto, davanti alla spiaggia di San Giovanni, seguendo esempi virtuosi già presenti in altre realtà dell'est Sardegna come Cala Gonone. La concessione ottenuta prevede un info point, un camminamento a servizio del campo boe, un corridoio di lancio fruibile da tutti e uno specchio acqueo che oggi ospita fino a 60 imbarcazioni. Negli anni, grazie a risorse esclusivamente private, l’area è rinata».

Inizia così lo sfogo di alcuni imprenditori algheresi che lamentano la situazione venutasi a creare nell'area tra il Porto e San Giovanni a causa dei cumuli di posidonia che limitano l'operatività delle rispettive aziende Simar, Sea soul, Overboard, Sailing for living, Sun e Sea e Jet Ski. Non solo, è tutta la realtà operativa a creare disagi alle attività: «Da anni ci scontriamo con ostacoli burocratici e carenze strutturali che restano irrisolti. Solo a titolo d’esempio: il semplice allaccio alla rete idrica per avere un servizio essenziale, nonostante il pozzetto installato dal Comune, a causa della mancata comunicazione di fine lavori ha impedito ad Abbanoa di procedere con l’allaccio. Ciò malgrado i numerosi incontri, le richieste e le promesse. E oggi ci ritroviamo ancora a inizio stagione senza una risposta concreta». E ancora: «A tutto questo si aggiunge il problema crescente dell’accumulo di posidonia sulla spiaggia di San Giovanni. La situazione è diventata insostenibile: l'impossibilità di installare il camminamento a causa della posidonia accumulata costringe i clienti a camminare affondando fino alle ginocchia dopo le mareggiate, causando un’enorme perdita di credibilità nei confronti degli utenti che fruiscono del campo boe. Ma, soprattutto, perdita di posti di lavoro, danni economici concreti per tutte le aziende coinvolte e rischi per l’incolumità sia dei clienti stessi sia dei lavoratori, con depauperamento straordinario dell’immagine della città».

Nella nota le aziende puntano il dito contro l'Amministrazione comunale: «non esiste un interlocutore chiaro, non c’è programmazione degli interventi e non è definito chi debba occuparsi della pulizia. Ci viene indicato in modo erroneo che i concessionari devono provvedere autonomamente, nonostante la concessione riguardi esclusivamente lo spazio di 3x3 metri per l’info point, senza alcuna competenza sulla spiaggia, considerando anche che in quel tratto di spiaggia si accumulano quantità straordinarie di posidonia a causa della barriera artificiale del molo di sottoflutto. Tramutandosi in costi enormi di smaltimento per le nostre attività che non sviluppano valore grazie alla spiaggia, che utilizziamo solo ed esclusivamente per il passaggio dei clienti che devono usufruire del servizio di locazione gommoni. Oggi il campo boe ospita 35-40 imbarcazioni, ospita 5 aziende e garantisce lavoro a circa 20-25 collaboratori che rischiano il loro posto. Un sistema che funziona e si regge solo grazie alla professionalità, serietà e passione di chi ci lavora, permettendo di mantenere alto l’onore e l’immagine della città di fronte ai turisti, ma che purtroppo non trova supporto nelle istituzioni». E concludono con un appello che «non è solo personale» tengono a sottolineare gli imprenditori coinvolti: «È la voce di chi investe, lavora e crede in Alghero. Non si può continuare a promuovere la città come destinazione turistica d’eccellenza senza garantire servizi essenziali e condizioni minime per chi quel turismo lo rende possibile ogni giorno. Chiediamo risposte chiare, tempi certi e responsabilità definite. Chiediamo di poter lavorare. Perché senza il supporto delle istituzioni, anche le migliori iniziative rischiano di spegnersi. E con esse, opportunità, occupazione e credibilità per l’intero territorio. Alghero deve scegliere se essere davvero una “Porta d’Oro del turismo” o rimanere un’immagine da cartolina».
8:32
La Procura di Oristano chiede il rinvio a giudizio per inquinamento ambientale: due indagati accusati. In soli quattro mesi, è stata accertata la sottrazione di circa 70mila esemplari di riccio di mare, in particolare nella zona B dell´area protetta



Hosting provider Aruba S.p.A. Via San Clemente, 53 - 24036 Ponte San Pietro (BG) P.IVA 01573850516 - C.F. 04552920482

La testata usufruisce del contributo della Regione Sardegna Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport
Legge regionale 13 aprile 2017 n. 5, art. 8 comma 13

© 2000-2026 Mediatica SRL - Alghero (SS)