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A.B.
19 settembre 2015
«Subito un'assemblea sulla sanità a Cagliari»
Questa mattina, l'aula consiliare di Alghero ha ospitato un partecipato incontro organizzato da Forza Italia, Partito Democratico, NuovoCentroDestra, Psd'Az e Fratelli d'Italia sulla proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera e del pericolo di declassamento della sanità del territorio
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ALGHERO - Fi, Pd, Ncd, Psd'Az e FdI «fanno rispettosa istanza al sindaco, affinchè chieda al presidente del Consiglio la convocazione di una assemblea civica aperta a tutte le forze politiche, sociali ed economiche del territorio a Cagliari, sotto il Consiglio Regionale, da tenersi martedì o mercoledì della prossima settimana, in concomitanza coi lavori d’aula, così come già deliberato con voto unanime dal Consiglio Comunale di Alghero». Questo il fulcro del partecipato incontro che, questa mattina (sabato), si è tenuta nell'aula consiliare di Alghero, organizzato da Forza Italia, Partito Democratico, NuovoCentroDestra, Psd'Az e Fratelli d'Italia sulla proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera e del pericolo di declassamento della sanità del territorio. Un dibattito che ha portato i rappresentanti dei partiti presenti a dichiarare che sul tema occorre trovare ampia condivisione politica e coesione territoriale e che «oggi non è solo in gioco la sanità algherese, ma quella di tutta l’area del Sassarese».
Quindi, secondo i partecipanti all'incontro, occorre nuovamente inserire nell’agenda politica algherese il tema del nuovo ospedale, che oggi appare sfumato e non più attuale. Specie dopo che per la realizzazione del nuovo ospedale di San Gavino (munito di un piano di fattibilità identico a quello del nuovo ospedale di Alghero) sono stati stanziati 68milioni di euro. Pollice verso, invece, per Alghero, «nel silenzio colpevole di coloro che per anni avevano utilizzato i temi della sanità come serbatoio elettorale». Per i partiti che compongo l'opposizione cittadina, prima della riorganizzazione della rete ospedaliera, dovrebbe essere approvata la riforma del sistema delle autonomie locali e delle Asl. Nell'occasione, è stato spiegato come la proposta non sia frutto di vincoli normativi, ma di precise scelte politiche «non in linea con le esigenze di salute del territorio sassarese e che occorre modificarla, perché rischia di desertificare la sanità algherese e sassarese. Oggi, con questa proposta di riforma, l'ospedale di Alghero rischia di perdere i Reparti di Urologia e Otorino, e quello di Ostetricia viene posto sotto un grigio cono d’ombra e verosimilmente nel giro di qualche anno verrà anch'esso cancellato. E’ invece indispensabile che al fianco dell'ospedale di secondo livello di Sassari, che corre il rischio di essere affossato dal raddoppio delle liste di attesa, ad Alghero vi sia un ospedale di primo livello che risponda alle esigenze del territorio». Per i rappresentanti politici presenti all'assemblea, l’ipotesi di riforma poggia su pilastri scientifici e normativi poco coerenti con la situazione isolana. Gli studi dell'Agenas, posti a base della riorganizzazione, «sono cuciti sulle esigenze delle regioni del Continente e non tengono conto che la Sardegna è un'isola che, oltre ad essere la terza regione d'Italia per estensione territoriale, è la terzultima come densità abitativa. Con tutte le conseguenze penalizzanti aggravate dal deficit infrastrutturale e dalle difficoltà di utilizzare i servizi sanitari di altre regioni». |
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