|
A.B.
2 ottobre 2015
Sanità regionale: 30milioni per le povertà estreme
«Sostegno alle persone in difficoltà», annuncia l'assessore Luigi Arru, che sottolinea: «Negli ultimi due anni, l’incidenza della povertà relativa, rilevata dall’Istat attraverso l’indagine sulle spese delle famiglie, si è stabilizzata»
![]()
CAGLIARI - La Giunta Regionale, su proposta dell’assessore della Sanità Luigi Arru, ha stanziato 30milioni di euro per il sostegno economico a famiglie e persone in condizione di disagio. 24milioni e 400mila euro verranno trasferiti ai Comuni per progetti personalizzati di aiuto a favore delle famiglie e delle persone che vivono condizione di povertà per lungo tempo, con difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro e la necessità di interventi socio-sanitari; come contributi economici per l'abbattimento dei costi di servizi essenziali (bollette) e per l’impegno a prestare servizi di pubblica utilità.
3milioni serviranno per il sostegno ai nuclei familiari con quattro o più figli a carico e con un reddito insufficiente; 2milioni per progetti specifici a favore di persone senza dimora; 600mila euro verranno destinati alla Caritas come contributo straordinario per le attività di assistenza e di sostegno alle persone povere e disagiate. Infine, 400mila euro andranno ai Comuni per far fronte alle anticipazioni erogate per il rimborso delle spese di viaggio del lavoratore emigrato. «Negli ultimi due anni – afferma l’assessore regionale Arru - l’incidenza della povertà relativa, rilevata dall’Istat attraverso l’indagine sulle spese delle famiglie, si è stabilizzata: in Sardegna è pari al 15percento delle famiglie (attorno al 10,3percento a livello nazionale), attenuando un significativo trend di crescita». Negli anni 2011 e 2012, l’incidenza della povertà relativa era pari al 21percento delle famiglie sarde (a livello nazionale l’11,1percento nel 2011; il 12,7percento nel 2012). «Il programma regionale di contrasto delle povertà - prosegue l'assessore - si è dimostrato efficace nel supporto economico delle famiglie in condizione di povertà e nella promozione di percorsi di responsabilizzazione. A quasi dieci anni dal suo avvio, il programma presenta alcune criticità in relazione ai criteri di ripartizione delle risorse fra i Comuni, alla esigenza di differenziare il contributo rispetto alle condizioni economiche del beneficiario accertate con l’Isee, alla soglia di accesso ai benefici previsti e all’emergere di nuove condizioni di disagio e di rischio di povertà e ai servizi a favore dei senza dimora». Nella foto: l'assessore regionale Luigi Arru |
|



