|
Luigi Coppola
28 novembre 2006
A Porto Torres i pastori della Chiesa cittadini onorari
Il Consiglio Comunale riunito in sessione straordinaria ha conferito con votazione unanime la cittadinanza onoraria ai monsignori: Giuliano Fenu, Antonio Giuseppe Manconi e Antonio Sanna
![]()
PORTO TORRES – «..Un segno d’appartenenza che ci rende più forti: un fatto straordinario per omaggiare personaggi straordinari. Un riconoscimento ai valori che essi hanno profuso ed un atto importante per noi che abbiamo gratificato dalla loro presenza…». Sono alcune espressioni della prolusione di Luciano Mura, sindaco di Porto Torres che ha introdotto la votazione del consiglio comunale turritano, riunito in seduta straordinaria nella tarda mattinata di lunedì 27 novembre. All’ordine del giorno, l’unico atto, salutato dalla presenza di tutte le istituzioni cittadine con i rappresentati di tutti i corpi militari e la guardia di due vigili municipali in alta uniforme. In prima fila fra gli invitati, accompagnati da molti cittadini che hanno gremito la sala consiliare i tre nuovi cittadini onorari. Tre religiosi, ministri della Chiesa che hanno segnato la crescita sociale e culturale di Porto Torres nell’ultimo cinquantennio: Mons. Antonio Giuseppe Manconi, canonico della Basilica dei Martiri Turritani, Mons. Giuliano Fenu, parroco della SS. Consolata e Mons. Antonio Sanna, parroco della Chiesa del Cristo Risorto nonché fondatore dei due Cori Polifonici turritani. Protocollo semplice all’insegna dell’affetto e dell’emozione. Tanta, quella espressa nel saluto dei tre giovanotti servi di Dio (oltre 200 anni di vita e saggezza in tre). Per tutti il sindaco ne ha ricordato brevi tratti biografici che ne hanno evidenziato il contributo sociale e culturale alla crescita della città. In una particolare fase storica coincisa con la crisi occupazionale del territorio alle prese con il degradante processo d’involuzione industriale. Citato nelle memorie anche il beneamato arcivescovo sassarese Paolo Carta che all’epoca fissò compiti e deleghe pastorali ai tre presuli turritani. «…Era il quattro ottobre 1952 quando a bordo di una vespa son venuto a Porto Torres senza fissa dimora..». Inizia così il saluto di Mons. Fenu subissato d’applausi, mentre cita anche la prima persona che lo accolse provvedendo all’alloggio: Antonio Manunza. Gratitudine è la parola che sintetizza e ripete più volte Don Manconi, forse il più emozionato. Nel suo intervento tiene a menzionare una sua piccola creatura, quel Centro Studi San Gavino (quest’anno compie 20 anni di nascita), da lui fortemente voluto come testimone per la memoria di un territorio così ricco di storia e tradizione. Nonostante il suo passaggio di consegne ed il trasferimento al suo paese d’origine (Mores), Don Manconi ha assicurato il suo contributo al Centro Studi ed ha ricordato al sindaco il prossimo appuntamento (9-11 dicembre) in Basilica per la rassegna tematica Spazio e Musica. «Grazie alla città siamo cresciuti», ha ricordato don Antonio Sanna che ironicamente ha anche espresso il desiderio di finire come don Manconi, cioè turritano a vita e di voler trovare posto nel..cimitero cittadino, semprechè non ricorra alla cremazione, ha aggiunto fra i sorrisi diffusi. Un appello più serio e accorato ha invece lanciato agli amministratori ed a tutta l’assemblea : «..non fate morire i Cantori della Resurrezione..!..». La sua preoccupazione nel conservare un’identità precisa della città, riconosciuta in tutta Europa come uno dei migliori cori d’Italia.
Dopo la votazione del consiglio che all’unanimità ha deliberato, la consegna delle pergamene con la cittadinanza onoraria dalle mani del sindaco. Il brindisi finale ha completato la cerimonia che registra agli annali una pagina importante della città. Nella foto di V. Perantoni l’assemblea straordinaria |
|
|

