Il provvedimento consentirà alle associazioni di fare domanda per ottenere la concessione trentennale di aree e immobili comunali per sviluppare strutture e servizi di carattere sociale. Dura l’opposizione: «L’amministrazione abdica nella gestione dei servizi ai cittadini». Risponde Piras, Fi: «Dal regolamento maggiori garanzie»
ALGHERO – Approvato il regolamento per la concessione delle aree comunali: «Una soluzione alle richieste che da anni giungono all’amministrazione dal volontariato, dal mondo del sociale e dello sport», secondo l’assessore al demanio Angelo Caria. Il regolamento, passato giovedì sera in consiglio comunale con 19 voti a favore e 7 contrari, era stato già presentato nella seduta del 15 febbraio, quando l’assessore Caria ne aveva esposto i termini. Il regolamento permetterà alle società o ai privati che faranno domanda di poter sviluppare strutture e servizi a carattere sociale di interesse collettivo nelle aree comunali. Le proposte di progetto verranno valutate da una commissione tecnica che stabilirà se procedere o meno alla concessione di una licenza dalla durata massima di trent’anni, durata richiesta, come spiegato dall’assessore, per ammortizzare i costi degli investimenti. «Gli immobili e le aree comunque resteranno di proprietà del Comune – ha spiegato Caria – che garantirà inoltre una fideiussione alle iniziative più meritevoli nel caso queste dovessero richiedere finanziamenti che necessitino garanzie non identificabili altrove». Per fugare ogni dubbio circa l’entità dei possibili finanziamenti Caria ha messo in chiaro che la fideiussione coprirà il 25% delle spese complessive, con un tetto massimo in valore assoluto di 250.000 euro. Il monte di tutte le fideiussioni concesse non potrà inoltre superare i due milioni e mezzo di euro. Venerdì sera è arrivata in aula la discussione sul regolamento, strumento indispensabile secondo Michele Pais di An per sfruttare al meglio il patrimonio immobiliare comunale. Piuttosto piccato l’intervento di Vittorio Curedda, che prima di entrare nel merito della questione non ha mancato di scoccare velenose frecciate verso i banchi dei consiglieri di Forza Italia,
intervenuti nei giorni scorsi accusandolo di mutismo in aula consiliare: «Spero ci siano altri interventi dopo il mio – ha esordito Curedda – giusto per evitare che si debba ricorrere a “fare le pulci” ai consiglieri». Secondo il candidato sindaco del centrosinistra nel regolamento manca un criterio che garantisca il carattere pubblico dei servizi offerti, ovvero una integrazione del regolamento stesso all’interno di un piano di utilizzo delle aree comunali che non è stato ancora predisposto. Sulla stessa linea Carlo Sechi di Alghero Viva, che ha denunciato l’assenza di un elenco dettagliato delle aree oggetto di possibile concessione: «Non c’è programmazione» ha accusato Sechi. I blocchi tra opposizione e maggioranza si sono in seguito delineati intorno all’intervento del comune nella gestione dei servizi alla cittadinanza. Secondo la minoranza il comune dovrebbe farsi carico delle aree inutilizzate per sviluppare centri di aggregazione sociale, culturale e sportiva, stando bene attento a garantire in primo luogo il servizio alla comunità; dall’altra parte, Caria ha spiegato che comunque il regolamento verrà integrato all’interno del piano dei servizi sociali, e ha chiarito come la concessione a privati di zone di utenza pubblica consenta alle casse comunali di ottenere maggiori entrate, tenendo così sotto controllo il carico fiscale nei confronti dei cittadini. Caria non ha però convinto Curedda, che ha accusato l’Amministrazione di abdicare nella gestione dei servizi alla comunità. Giancarlo Piras (Fi) ha al contrario sottolineato l’importanza del regolamento come garanzia ufficiale del rispetto delle finalità sociali perseguite dai diversi progetti attraverso i bandi pubblici che di volta in volta saranno predisposti. Alla fine, al momento del voto, tutto come da copione: 19 sì, 7 no. Il regolamento passa e il consiglio si aggiorna a martedì 27 febbraio.