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Vanni Masia (R.S.U.)
Rappresentante Sindacale Unitario 26 giugno 2003
Sanità algherese, quale futuro per l'azienda mista?
Ci si chiede: come mai nell'istituzione della futura Azienda Mista vi è anche l'ospedale marino di Alghero ma badate bene non tutto, solo l'ortopedia, c'è forse qualche interesse particolare? Si vuole premiare solo una parte o solo chi ha la voce più grossa e riesce ad ottenere tutto quello che vuole?
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Sento il dovere di effettuare questo intervento in relazione alla futura nascita dell'azienda mista (proposta dal consigliere regionale S. Milia di F.I. e votata nella Commissione regionale). La diatriba risale a tempi passati e riguarda soprattutto il numero di funzioni assistenziali primariati, l'incidenza del personale rispetto ai posti letto, la presenza del personale medico con compiti puramente assistenziali o con quelli misti, il personale del comparto (infermieri, tecnici, operai, ausiliari ecc.) quasi del tutto dipendente dell'Azienda USL. Questa situazione aveva creato i contenziosi anche in ambito regionale tra la Regione, (cui spetta l'onere economico dell'assistenza), e l'Università (che nell'ambito della propria autonomia programma l'assistenza ai fini della necessità didattica). Per cui l'Università aveva fatto ricorso (per organizzare l'attività rivolta verso l'assistenza) a convenzioni con le strutture sanitarie esistenti. Però la convenzione ha un campo di applicazione ridotto ed ubbidisce a linee guida piuttosto generiche con il vantaggio per le Università di poter gestire un limitato carico di personale assistenziale, da cui un ulteriore vantaggio che è sempre stato quello di attribuire gli onori all'Università con i costi od oneri a carico dell'Azienda USL. Nell'ambito di questa situazione emergevano sensibili scarti ed asimmetrie per quanto riguardava la situazione di attività didattiche prive di strutture di assistenza e così pure la situazione di strutture cliniche ospedaliere sdoppiate per venire incontro a necessità didattiche, con difficoltà nella gestione tecnica; e per quanto riguarda il coinvolgimento nella didattica del personale ospedaliero, troppo spesso circoscritto a poche figure apicali. Dall'analisi della situazione emerge il convincimento che questo stato di cose può trovare soluzione solo utilizzando due ipotesi:
- azienda ospedaliera universitaria a tutti gli effetti oggi impossibile in tutto il territorio regionale; - azienda mista con caratteristiche di ospedale di insegnamento con pari dignità per le due istituzioni e tutte le figure che vi sono presenti, e con la stipulazione di una convenzione o protocollo d'intesa blindatissimo. L'Azienda Mista (a mio parere nell'ottica di ospedale di insegnamento) deve essere concepito come una struttura ospedaliera nel quale tutto il personale di provenienza ospedaliera e/o universitaria possa trovare posto in un unico contenitore con competenze prevalenti nella didattica, ricerca ed assistenza a seconda delle proprie peculiarità senza prevaricazione di un indirizzo sull'altro, in quanto con l'evoluzione della medicina moderna queste tre componenti del sapere sono assolutamente inscindibili; non può esistere assistenza qualificata senza ricerca e didattica necessari per la creazione di nuove figure professionali (che ricordo e sottolineo che non è solo il medico) né vi può essere ricerca e didattica senza l'attività tecnica ed assistenziale. Il rapporto tra le due strutture, fonte sino ad oggi, di ampia conflittualità, è superabile solo in questa nuova ottica –appunto dell'azienda mista- imposta dalla logica del controllo dei costi, di concorrenzialità. L'Azienda Mista con la possibilità di carriere (per tutti) non cristallizzate, l'attivazione di tutte le competenze nei settori assistenziali, didattici e di ricerca possono consentire che si realizzi il massimo dell'efficienza. Tutto ciò però deve essere codificato e ben scritto a lettere cubitali al momento sia dell'approvazione in Consiglio Regionale e soprattutto al momento della firma dei protocolli d'intesa. La strada potrebbe essere quella giusta, ma si sta commettendo già un errore nel semplice fatto che la Commissione abbia identificato ed inserito nella fatidica Azienda Mista anche l'Ortopedia dell'Ospedale Marino di Alghero e non come era prevedibile ambedue le strutture ospedaliere presenti nella città di Alghero. Ci si chiede: come mai nell'istituzione della futura Azienda Mista vi è anche l'ospedale marino di Alghero ma badate bene non tutto, solo l'ortopedia, c'è forse qualche interesse particolare? Si vuole premiare solo una parte o solo chi ha la voce più grossa e riesce ad ottenere tutto quello che vuole, non solo con le azioni ma anche con gli sgarbi nei confronti dei suoi diretti collaboratori? Il disegno era già predisposto da tempo secondo me, esempio: la famosa piscina (mai utilizzata, perché troppo onerosa per i pazienti -una scusa- che magari potevano arrivare da tutta la Sardegna per effettuare quel tipo di terapia) è stata trasformata in un bellissima sala congressi, che pur essendo di proprietà della USL sarà soprattutto ad uso e consumo esclusivo del reparto di Ortopedia. Non si riesce a capire se ad Alghero ci sono due tipi di sanità, se esiste solo il Primario dell'Ortopedia (mi sembra di ricordare che lo staff è composto da un certo numero di suoi collaboratori, mai menzionati ma comunque sfruttati nel vero senso della parola) visto che l'altro nosocomio presente nella città di Alghero non viene preso in considerazione pur se in quest'ultimo periodo sta ottenendo ottimo risultati clinici. Se scelta deve essere fatta, per l'azienda Mista si scelgano ambedue gli ospedali, penso che anche l'università ne trarrà i suoi vantaggi. Questo deve trovare la via per giungere ad un sistema unitario, evitando quelle contrapposizioni tra sistema ospedaliero ed universitario che non corrisponde affatto agli interessi generali, a partire da quelli degli utenti. |
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