|
A.B.
10 aprile 2007
Curedda: «Poca programmazione e troppe inaugurazioni»
Il candidato sindaco della coalizione di Centrosinistra attacca l’Amministrazione Comunale, secondo lui, particolarmente solerte a tagliare nastri dorati

ALGHERO – Le consultazione elettorali sono ormai alle porte ed è tempo di bilanci. A “fare le pulci” all’Amministrazione Comunale uscente è Vittorio Curedda, consigliere comunale della Margherita e candidato sindaco della coalizione di Centrosinistra. «Quanti nastri ha tagliato l’Amministrazione?». E’ questa la domanda che si pone Curedda, puntando il dito su un dato, a suo dire, particolarmente significativo. «È un dato di fatto che gli amministratori del centrodestra siano stati particolarmente solerti a tagliare qualsiasi nastro dorato sia capitato loro a tiro», attacca il candidato sindaco del Centrosinistra, che sottolinea anche come molte opere pubbliche siano il frutto del lavoro delle amministrazioni precedenti come, ad esempio, la passeggiata Busquet. Per Curedda «gran parte dell'operato dell'amministrazione - infatti - si è esaurito nel portare a termine progetti predisposti o avviati da amministrazioni precedenti». «Ci chiediamo di quale lascito godrà la prossima amministrazione, quali siano le risorse, la pianificazione e le progettualità che l'Amministrazione di centrodestra consegna alla nostra città», chiosa Vittorio Curedda, secondo cui «la prossima amministrazione non erediterà nessun progetto da quella in carica, mentre si troverà invece a dover affrontare - per esempio - l'eterna incompiuta del Giordo, chiara dimostrazione di come la maggioranza, quando ha provato ad agire in proprio, non sia stata capace di gestire la cosa pubblica». Nessun progetto di ampio respiro, a causa di «interventi estemporanei alla ricerca del tutto e subito, a dimostrazione di come lo sviluppo sostenibile non sia nelle corde del centrodestra, incapace in cinque anni di mettere in piedi un'azione pianificata di governo». Così come il progetto “Alghero 2020”, mai andato, secondo Curedda, oltre le “porte del palazzo”, non riuscendo a coinvolgere fattivamente la cittadinanza. Un'altra puntualizzazione è quella relativa ai finanziamenti, non sempre arrivati dalle casse comunali, ma spesso da fondi comunitari, nazionali e regionali. «Spendere denaro pubblico non è un traguardo, ma un passaggio delicato per ottenere risultati in termini di servizi alla città e di qualità della vita – sostiene Curedda - ci chiediamo quale valore sociale possa assumere un cantiere come quello di Piazza Sulis e ci chiediamo quale sia il prezzo che la città continua a pagare per la mancanza di servizi nei quartieri periferici». «Come il “buon padre di famiglia” che gestisce il piccolo bilancio della sua casa e non spreca i soldi in addobbi e megalomanie, ma si preoccupa piuttosto di agire in silenzio e oculatamente per garantire una vita dignitosa ai suoi cari - conclude Vittorio Curedda - così un’amministrazione dovrebbe garantire ai cittadini, primo punto di riferimento, la sostenibilità della vita urbana».
|