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Luigi Coppola 17 aprile 2007
Regione e famiglia: alla luce la nuova proposta di legge
A Sassari Mario Bruno illustra la bozza della sua proposta di legge. Venerdì prossimo la tavola rotonda indetta dall’Azione Cattolica
Regione e famiglia: alla luce la nuova proposta di legge

SASSARI – “Una legge regionale a favore della famiglia”, recita il titolo della tavola rotonda organizzata dall’Azione Cattolica che si terrà venerdì 20 aprile alle ore 18, presso l’Auditorium del seminario sassarese. All’incontro, moderato da Marcella Raffatellu, sono previsti gli interventi di Sandra Piras, Tito Sechi e Adriana Cosseddu. Due le relazioni politiche, con le relative proposte, convergenti negli orientamenti d’impostazione, ispirate dai consiglieri regionali Salvatore Amadu e Mario Bruno. Quest’ultimo ha dedicato l’intero lunedì alla stesura definitiva della sua proposta di legge regionale. Nella mattinata insieme a Tito Sechi ed Adriana Cosseddu, ha aggiornato alcuni commi di articoli salienti costituenti la bozza di programma normativo. In serata ne ha esposto i contenuti, all’assemblea dei Gips (Gruppo d’Impegno Politico Sociale) che aderiscono al progetto di legge e ne sostengono le mozioni al seminario annunciato. Lo spirito della proposta di legge è, come ricordato nel prologo della relazione Bruno, colmare il vuoto legislativo intorno a un soggetto, cui riconoscerne il ruolo istituzionale. Affermandone il ruolo sancito dal dettato costituzionale che contempla “il rapporto che lega tra loro persone unite da vincoli di parentela, adozione o affinità” (articolo 1 del documento). Dallo scambio d’idee e dai contributi offerti dagli associati Gips, sono stati riformulati vari articoli del capitolato normativo proposto. Essenziale l’associazionismo familiare (articolo 3), in attuazione al principio di sussidarietà. Prevede “l’albo delle associazioni familiari”, un registro dei soggetti e organizzazioni di volontariato che hanno per scopo la tutela della famiglia. S’istituisce una Consulta regionale per la famiglia (articolo 4), organo propositivo e consultivo della Regione in materia di politiche familiari, composta in un pool di esperti e tecnici, rappresentativi anche delle autonomie locali. Gli strumenti finanziari a sostegno delle famiglie e delle coppie orientate al matrimonio nell’arco temporale di un anno, sono esplicati nell’articolo 8 che prevede anche tetti nei finanziamenti esigibili, secondo i criteri dell’Istat e regola i soggetti interpellati come garanti nelle transazioni di mutuo con gli istituti di credito. Il vulnus della questione fonda i cardini portanti ed ideologici nella formazione. E’ certamente il cuore della vicenda che anima gran parte del dibattito nazionale e sul quale le parti in causa sono chiamate a marcare le proprie posizioni. L’articolo 8 della proposta Bruno, denominata “Promozione della genitorialità”, allarga le competenze ai consultori familiari, già istituiti con l.r. 8 marzo 1979. Questo passaggio è cruciale e crea più di una perplessità, quando si vanno a trattare asset portanti, quali formazione al matrimonio (civile, attività già praticata per esempio al comune di Roma) e mediazione familiare. Quest’ultimo servizio, come ricorda la stessa Cosseddu, è funzione esclusiva di professionisti ingaggiati dalla Provincia ed accreditati all’espletamento di questa prestazione, solo dal Forum Europeo. Da una personale verifica svolta – ricorda l’esperta di diritto – nella sola provincia di Bolzano, peraltro dotata di diversa legislazione, i consultori hanno avuto allargamento nel loro raggio d’azione. La via suggerita sarebbe quella di un maggior ricorso ad accordi e convenzioni che prevedano una maggiore e riconosciuta presenza di consulenti famigliari all’interno dei consultori, attualmente in gran parte medicalizzati dalla struttura Asl. L’auspicio è che una normativa fondamentale e complessa non si riduca, come semplificato in più occasioni, in contrapposizioni ideologiche, già intraprese nell’avvicinarsi del prossimo evento nazionale di Roma, promosso per il 12 maggio e reso noto come “Family Day”. La possibilità di redigere una normativa regionale appropriata che soddisfi e tuteli significativamente la famiglia sarda, deve essere una buona occasione da non perdere. Tutti i cittadini sono pertanto invitati a partecipare e manifestare la propria posizione.

Nella foto Mario Bruno con il coordinatore Gips M. Oppes



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