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Red
8 marzo 2017
Lo sciopero delle donne sarde a Cagliari
Non Una Di Meno Sardegna è uno sciopero globale che si terrà in 49 Paesi nel mondo l’8 marzo. A Cagliari è prevista una intera giornata di iniziative in viale Buoncammino

SASSARI - Un bus e molte auto sono partite oggi da Sassari, Alghero e i centri vicini. Collettiva Femminista, Movimento Omosessuale Sardo, noiDonne 2005, il gruppo Donne in Carrelas, la Rete delle Donne di Alghero, l’Arci provinciale e tante singole donne si sono mobilitate per partecipare alla manifestazione prevista a Cagliari e promossa dalla Rete Non Una Di Meno Sardegna, che aderisce allo sciopero globale che si terrà in 49 Paesi nel mondo l’8 marzo. Sarà una protesta attuata con modalità differenti e durerà 24 ore. A Cagliari è prevista una intera giornata di iniziative in viale Buoncammino (fronte ex carcere).
La Rete Non Una Di Meno riunisce attiviste femministe di tutta Italia e - a partire dalla manifestazione contro la violenza maschile sulle donne che si è tenuta a Roma il 26 novembre 2016 e ha visto la partecipazione di oltre 200mila persone – sta lavorando a un Piano Femminista contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere.
“Se le nostre vite non valgono, non produciamo. Proprio perché le nostre vite valgono, scioperiamo: scioperare è il nostro atto d’amore per il mondo.” Uno slogan che esprime anche una nuova idea di lotta. Lo sciopero non è solo simbolico ed è proclamato per 24 ore da diverse sigle del sindacato di base.
«Scenderemo in strada, a Cagliari come in moltissime altre città, per affermare che la violenza di genere è fenomeno strutturale e sistemico che attraversa tutti gli ambiti dell’esistenza delle donne. E lo faremo insieme, per affermare il primato della relazione tra noi» spiegano le organizzatrici. E aggiungono: «Bisogna immaginare risposte all’altezza, essere capaci di pensare una trasformazione radicale della società e delle relazioni, come anche delle condizioni di vita e di lavoro». L’attenzione è concentrata sui Centri antiviolenza, che vivono continue difficoltà e che sono, invece, un presidio diffuso nel territorio e di fondamentale importanza per le grandi competenze maturate sul campo.
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